Ore buca nell’orario di servizio degli insegnanti: vanno retribuite?

Fonte: Orizzonte Scuola – 8 ottobre 2020

Per l’organizzazione della didattica e del suo funzionamento il protagonista principale è l’orario di insegnamento settimanale dei docenti. Pianificarlo non è semplice e bisogna tener conto di alcuni elementi importanti come la necessità di utilizzo di alcuni spazi comuni del plesso, come laboratori e la palestra. Importante è equilibrare la distribuzione delle discipline nell’arco della giornata e della settimana e alternane le materie teoriche a quelle pratiche. Inoltre, nel formulare l’orario si deve tener conto se l’insegnante sia impegnato in due o più scuole e se è part time. Spesso accade che l’orario dei docenti presenti alcune “ore buche”, ovvero quelle ore tra una lezione e l’altra in cui il docente non risulta in servizio e non sono regolamentate da nessuna norma. Sarebbe opportuno, in sede di contratto di Istituto, stabilire un numero massimo di ore buca oltre le quali potrebbe essere riconosciuta una indennità derivante alla flessibilità che il docente tiene per il buon funzionamento della scuola. Le fonti normative parlano di una retribuzione per le ore buca. Ad esempio, l’articolo 2107 del codice civile alla definizione di “orario di lavoro” recita: “La durata giornaliera e settimanale della prestazione di lavoro non può superare i limiti stabiliti dalle leggi speciali o dalle norme corporative”. Ciò significa che ogni ora di lavoro, prestata oltre quelle stabilite da contratto, se non rientra nelle 40 ore funzionali, è eccedente per cui dovrebbe essere considerata come straordinaria e in quanto tale retribuita. Non solo, anche la Direttiva 1993/104/CE, nell’ articolo 1, definisce la prestazione lavorativa come “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. A riguardo si è espressa anche la Corte di Cassazione sezione lavoro con una sentenza (17511 del 27.07.2010), stabilendo che il dipendente pubblico con ore buca nel proprio orario di servizio deve essere retribuito.

Linda Tramontano

Articoli recenti

APPRODA ALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE

APPRODA ALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE

Gli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy) saranno presto realtà. Chi sarà in possesso del diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale potrà accedere a questo secondo percorso, finalizzato soprattutto all’inserimento nel mondo del lavoro. Al...

Didattica attiva: che cos’è la lezione euristica?

Didattica attiva: che cos’è la lezione euristica?

La lezione euristica è quell’approccio didattico basato sul mettere al centro del processo di apprendimento l’alunno che lavora ad una ricerca, un’indagine, dalla quale possa scaturire una scoperta, spesso estremamente empirica. Ed è tale scoperta, nata da un processo...

CONSIGLI DI ISTITUTO CONTRO LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE

CONSIGLI DI ISTITUTO CONTRO LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE

Non piace la Scuola di Alta Formazione e ora a scendere in campo contro il progetto sono interi collegi di docenti. E’ il caso degli insegnanti dell’Istituto Pesenti di Cascina (PI) – tanto per citare un esempio – che hanno preso carta e penna per fare conoscere...

30 CFU CHI LI DEVE ACQUISIRE?

30 CFU CHI LI DEVE ACQUISIRE?

Docenti precari accedono direttamente al concorso. La legge 76/2022, che contiene le nuove regole del reclutamento degli insegnanti, prevede delle misure ad hoc per i precari con 3 anni di servizio. Al comma 4 dell’articolo 5 della legge appena approvata, si legge...