LEZIONI DA CASA O DA SCUOLA? IL GRANDE ENIGMA

Non si spara sulla croce rossa, recita il detto. Allora, evitiamo di tornare sulla sospensione del concorso straordinario che, come comprensibile, sta provocando una valanga di reazioni. Quindi sorvoliamo sulla richiesta di dimissioni del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina avanzata dai sindacati come la Usb, che da sempre chiedevano la procedura per titoli. Sorvoliamo ma è dura, perché la tentazione di mettere in fila le serie di ‘valutazioni’ non sempre gentili che continuano a piovere da tutte le parti sarebbe forte, anche perché il materiale abbonderebbe. Per fortuna c’è un altro tema sul quale si stanno spremendo le meningi i docenti e i dirigenti scolastici, alle prese con la risposta al quesito: gli insegnanti sono tenuti a organizzare la didattica a distanza da scuola o possono tenere le lezioni da casa? Una domanda apparentemente semplice ma che, come tutto quello che sta riguardando la scuola, rappresenta un enigma da districare scervellandosi con norme e decreti vari. Dopo le indicazioni pervenute ai dirigenti scolastici lo scorso mese circa l’obbligo per gli insegnanti di recarsi a scuola per svolgere le lezioni a distanza, il nuovo Dpcm fa cadere quello che sembrava un obbligo. Per dipanare la matassa si deve partire dalla nota del Miur del 26 ottobre 2020, che contiene disposizioni per la didattica a distanza e il lavoro agile per i docenti alla luce delle norme contenute nel decreto per lo smart working nella Pubblica Amministrazione del 19 ottobre. Nella nota si legge: “Il personale docente è comunque tenuto al rispetto del proprio orario di servizio e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, e mantiene intatti i diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, che si potranno tenere con le stessa procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza”. Confrontando le disposizioni contenute nel nuovo Dpcm e la nota del Miur del 26 ottobre se ne ricaverebbe che al docente è permesso lavorare da casa se è in quarantena o in isolamento. Ma il Miur riconosce ai dirigenti scolastici la possibilità di stabilire particolari disposizioni. Non solo, ma i presidi dovranno tener conto anche delle circolari emesse dalle Regioni che, è il caso del Lazio, dispongono per l’organizzazione delle lezioni da casa. Se vi state chiedendo a quale conclusione giungere, ecco la bella notizia: possiamo considerarci per ora esonerati dall’individuare la risposta. Il Miur infatti ha annunciato che in merito a tale questione verrà emanata nei prossimi giorni una nota esplicativa. Speriamo che sia esplicativa sul serio. E che sia l’ultima norma in merito.

Alberto Barelli

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