SCUOLA IN PRESENZA: SI SCOMMETTE SUL 7 GENNAIO 2021. I NODI DA SCIOGLIERE PRIMA DI QUEL GIORNO: SCREENING, TRASPORTI, DATI

Nell’Italia a strisce del COVID, i tavoli istituzionale di discussione sono di livello regionale ed ognuno fa stato per conto suo, a seconda del colore del momento. Rosso, arancione giallo, Regione, Anci, sindacati, forze dell’ordine e Ufficio scolastico Regionale sono stretti tra due fuochi: restare nella confort zone della DAD; rimandando i nodi mai sciolti del trasporto scolastico e dello screening permanente o tornare a scuola in presenza, perché non sarà a lungo sostenibile l’assioma per cui le scuole sono insicure ma la movida degli adulti e lo shopping di Natale sì. A prescindere dalle valutazioni sulla qualità di una visione politica che accetta a cuor leggero di negare il diritto allo studio ma alza le barricate sul diritto alle apericene, a preoccupare è ancora la gestione del trasporto pubblico sulla quale non si è intervenuto in modo determinante e la mancanza di una programmazione sui servizi sanitari connessi all’Emergenza e alla ripresa della scuola. Il tracciamento è saltato alla prima complicazione e ha alimentato la campagna contro la scuola in presenza che non aveva mai smobilitato del tutto. Quali sono le ipotesi dal 7 gennaio 2021? Partiamo da questa data perché nessuno crede che la secondaria rientri in classe prima della pausa natalizia. La prima è che il 60/70 delle scuole rimangano a distanza, per privilegiare i laboratori delle superiori, la secondaria di primo grado e la primaria.  Il secondo scenario, più pessimista, è che in assenza di dati reali e completi, la scuola continui ad essere il capro espiatorio perfetto a vantaggio di riaperture spericolate delle attività economiche. Nelle ordinanze di chiusura delle scuole, nessuna contiene dati specifici che si riferiscono alla popolazione scolastica e la decisione di andare in DAD è stata assunta senza un’evidenza statistica, come qualche voce solitaria ha detto sommessamente. E’ sufficiente scandagliare le cronache dei giornali per osservare che le scuole hanno registrato casi positivi ma quasi mai focolai nonostante le unità di analisi che si muovono dentro un istituto siano molteplici e tutte portatrici di un loro rischio aggiuntivo di contagio. Se la linea dei tavoli istituzionali regionali sulla scuola continuerà a fondarsi su politiche ordinarie, rinuncia a ripensare il trasporto pubblico e nessun investimento in screening, il ritorno a scuola del 7 gennaio 2021 sarà solo una replica di quanto accaduto a ottobre 2020. Dati, screening, trasporto alternativo: così la scuola potrà tornare a casa.

Redazione

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