«La scuola si fa in sicurezza, basta con le classi pollaio» Sit-in in 24 città di Priorità alla scuola e sindacati. Azzolina: «Sono Mal di pancia». Un milione di studenti in classe a metà in Umbria, Marche, Liguria, Lombardia, Campania

Fonte:  Il Manifesto – 27 gennaio 2021

Ben un milione di studenti delle scuole superiori di Umbria, Marche, Liguria, Lombardia, e quelli delle medie in Campania, sono tornati in classe a metà, alternandosi con la didattica a distanza, con le mascherine, le distanze e le doppie entrate contingentate. E per loro la speranza è di non tornare davanti a un Pc tra qualche settimana quando non potrebbe non esserci più il governo «Conte due» che non ha saputo organizzare il rientro, facendo si che la politica scolastica fosse in mano alle regioni, fato di fatto che ha determinato la creazione di un’autonomia differenziata nell’istruzione. Il movimento «Priorità alla scuola», Cobas, Flc Cgil e Uil Scuola, il Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo hanno organizzato ieri sit-in di protesta in 24 città e davanti al ministero dell’istruzione a Roma, chiedendo di aumentare l’organico dei docenti e del personale Ata e diminuire gli studenti nelle «classi pollaio» a non più di venti. Il sovraffollamento è stato uno dei motivi, insieme alla mobilità e ai trasporti, che hanno portato al record italiano in Europa di chiusura delle scuole. «Chiediamo un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni: come per la sanità pubblica, la pandemia ha avuto l’effetto di certificare la dissennatezza dello smantellamento di tutti i servizi pubblici, che si traduce in riduzione di diritti fondamentali di cittadinanza – spiega Chiara Ponzini di Priorità alla scuola Milano – Siamo colpiti dal fatto che le linee guida del ministero non modifichino i coefficienti per le nuove iscrizioni». Un elemento che non lascia affatto tranquilli sul prossimo anno, il 2021-22, dato che anche questo è stato ampiamente compromesso. Altra nota dolente dell’operato del governo è il fallimento del reclutamento dei precari, quest’anno un record. Secondo Flc Cgil sono rimasti vacanti 157.256 posti tra cattedre di diritto, ovvero con contratto fino al 31 agosto 2021 e cattedre di fatto da coprire fino al 30 giugno. A questi posti si aggiungono tutte le supplenze brevi per coprire i posti dei docenti fragili e circa 40 mila «posti Covid» che sono stati aggiunti in particolare per la scuola del primo ciclo. Un dato che supera abbondantemente le 200 mila unità e che ha messo in crisi il sistema delle supplenze in questo anno scolastico

Abstract articolo di Roberto Ricciarelli

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