Sulla scuola Draghi promosso con riserva.

Fonte: Open – 18 febbraio 2021

Nel suo discorso programmatico al Senato, Mario Draghi ha pronunciato otto volte la parola scuola, auspicando che «il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente» le decisioni del parlamento. Gli obiettivi sono chiari: tornare a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza perse nel 2020 a causa della pandemia di Coronavirus, soprattutto al Sud. Le reazioni raccolte da Open sono per lo più positive, seppure con qualche eccezione. Perché un conto sono i discorsi programmatici, un conto le proposte concrete che sulla scuola dovrà avanzare il nuovo ministro dell’Istruzione in pectore, Patrizio Bianchi. Il presidente dell’associazione nazionale dei presidi Giannelli spiega che attende un incontro ufficiale ma dichiara che i presidi non sono non sono contrari all’allungamento del calendario ma che è importante attivare «recuperi mirati solo per gli studenti che effettivamente hanno delle carenze». Dai sindacati arriva qualche avvertimento in più, soprattutto relativamente alle garanzia per la sicurezza. (…) La voce più critica è quella di Maddalena Fragnito, del comitato Priorità alla Scuola, che nel discorso di Draghi non ha ravvisato una marcata discontinuità con il presente e con la scuola degli ultimi 20 anni. L’approccio generale viene bocciato, perché la logica sottostante sarebbe sempre la stessa: quella della metrica e delle competenze misurabili, che ricalcano «una visione aziendalista della scuola, mentre per noi la scuola è ben altro e deve partire dai bisogni e dai talenti di ciascuno e di ciascuna, difficilmente misurabili». Per Giovanni, rappresentante dell’Unione degli studenti di Milano, non è pensabile che con un mese in più di scuola si possano cancellare «anni e anni di mancate attenzioni». Recuperi mirati e turnazioni pomeridiane, invece, vengono considerati la base per riuscire a mettere una pezza sulle diseguaglianze, che la Dad ha accentuato. Ma l’abbandono scolastico «non è una novità, è evidente che la scuola dev’essere riformata». Ludovica, rappresentante dell’Unione degli studenti di Bergamo, ha il dono della sintesi: «Ora tutti lodano l’ex governatore della Bce come se fosse il salvatore della patria, ma questa cosa deve dimostrarla nel concreto». E il Next Generation EU sarà il vero banco di prova.

Abstract articolo di Davide Gangale

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