Per rilanciare l’istruzione tutti in classe fino a 18 anni

Fonte: Corriere della sera – 23 marzo 2021

«Facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e a cultura?». Si era posto questa domanda il presidente del Consiglio Mario Draghi nel chiedere, lo scorso 17 febbraio, la fiducia al Parlamento. (…) questa può essere la proposta per rilanciare la scuola: obbligo scolastico a 18 anni e ingresso nella scuola a cinque anni. Una scelta che si può effettuare in tempi rapidi, senza alterare la struttura dell’attuale percorso scolastico di 13 anni, lasciando impregiudicata la possibilità di futuri, eventuali interventi sui cicli scolastici. Portare l’obbligo scolastico a 18 anni significherebbe offrire a tutti i giovani un patrimonio educativo all’altezza dei tempi e costruire un ponte più solido verso una più larga istruzione superiore e una base più ferma per l’apprendimento permanente durante tutto l’arco della vita. Il prolungamento dell’età scolare è già in vigore in Belgio, Portogallo, Paesi Bassi e alcuni Länder della Germania. Ingresso nella scuola primaria all’età di cinque anni (come peraltro già oggi permesso). Per portare sotto la protezione della scuola con un anno d’anticipo tutti i bambini — e soprattutto quelli che a cinque anni stanno non in un’aula ma in una strada — e contribuire, così, a ridurre una grave fonte di ineguaglianza e ingiustizia. L’anticipo potrà, per di più, agevolare l’impegno per l’estensione della cura e dell’educazione dei bambini da zero a cinque anni, l’età cruciale per ridurre gli svantaggi che derivano dalle diverse condizioni sociali ed economiche delle famiglie. (…) Per noi italiani è l’occasione — un treno che forse non passerà più — delle riforme profonde: per sfuggire al declino, per aprire la stagione della rinascita. E quale riforma può meglio dare il segno di questa volontà che quella che riconosca la conoscenza, il sapere, l’istruzione come essenziale bene pubblico posto al centro dell’agenda politica nazionale? I nostri giovani sono la prima generazione a nutrire prospettive di vita peggiori di quelle dei loro genitori. Ridiamo loro una base per tornare a sperare. Sono solo quattro i Paesi europei dove è in vigore l’obbligo dell’istruzione sino a 18 anni: Belgio, Portogallo, Paesi Bassi e, ma solo in alcuni länder, Germania. Portiamo l’Italia sulla linea più avanzata dell’Europa. Fondandola sulla conoscenza, la base più solida per la crescita delle persone e della società, mostriamo la nostra ambizione di costruire l’Europa e l’Italia che vogliamo.

Abstract articolo di Ricardo Franco Levi

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