Italiani poco studiosi, arriva alla laurea appena il 29%: fa peggio solo la Romania, in Irlanda e Lituania sono il doppio

Fonte: – latecnicadellascuola.it – 29 giugno 2021

Abstract articolo di Alessandro Giuliani

L’Italia continua a mantenere non solo il record dei Neet, i ragazzi che non studiano e non lavorano, e un alto numero di abbandoni scolastici prima del diploma, ma anche quella del secondo peggior paese dell’Unione europea per numero di laureati. Secondo i dati diffusi da Eurostat, la quota di “dottori” registrata nel 2020 si ferma infatti al 29%, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Dopo l’Italia troviamo solo la Romania, che si attesta al 25% di laureati complessivi.

Abbandoni in linea con le superiori

La percentuale italiana risulta dunque molto lontana dalla media europea e dall’ultimo recente obiettivo che Bruxelles si è prefissato: far salire al 45% entro il 2030 la media dei giovani che ha completato l’istruzione accademica.

Una tendenza, quella di lasciare gli studi prima del tempo, che si manifesta quindi non solo a livello di scuola secondaria, in particolare nel biennio iniziale delle superiori, ma che trova spazio anche negli atenei, soprattutto nelle facoltà scientifiche.

La classifica: Lussemburgo (61%) al top

È tutto dire che diversi paesi europei abbiano un numero di laureati praticamente doppio rispetto al nostro.

In testa alla classifica europea stilata in base alle quote dei laureati registrate nei singoli Paesi c’è Lussemburgo (61%), seguito da Irlanda e Cipro (entrambi 58%), Lituania (56%) e Paesi Bassi (52%). Questi Paesi, insieme a Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Slovenia e Svezia, hanno quindi raggiunto in anticipo l’obiettivo Ue.

Considerando l’intera popolazione dell’Unione europea, nel 2020 il 41% dei cittadini di età compresa tra 25 e 34 anni aveva completato l’istruzione universitaria nell’Ue.

Meglio le donne

Va sottolineato che le quota delle laureate (46%) è risultata decisamente superiore a quella degli uomini (35%).

Un divario di genere, ha scritto ancora Eurostat, sembrerebbe aumentato nel tempo: da 9,4 punti percentuali registrati nel 2011 a 10,8 nel 2020. La quota di uomini laureati è infatti cresciuta negli ultimi dieci anni, ma ad un ritmo più lento rispetto a quello delle donne.

Aumentano quelli che arrivano in fondo

I dati Eurostat hanno anche messo in evidenza come sia aumentata negli anni la percentuale di chi ha terminato con successo gli studi universitari.

I laureati di età compresa tra 25 e 54 anni sono risultati essere mediamente il 36%, mentre quelli tra 55 e 74 anni si fermano al 22%.

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