MINISTRO BIANCHI: TAGLI ALLE SPESE MILITARI A FAVORE DELLA SCUOLA

Udite udite: “Ai docenti (e a tutti i lavoratori della Scuola) riconosceremo un aumento di stipendio di almeno 600 euro mensili netti”.

Parole del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi. Prima di proseguire, chiariamo che ‘udire’ è il termine giusto, trattandosi di dichiarazioni pronunciate ieri alla radio Rai (Radio Anch’io). Il problema è: c’è da crederci?

Ci dispiace di smorzare gli entusiasmi ma ricordiamo che, solo nei giorni scorsi, l’entità davvero irrisoria degli aumenti appena messi a bilancio ha fatto gridare allo scandalo i sindacati. Conti alla mano, l’aumento previsto fino al 2024 è di 60 euro mensili.

A voler ironizzare, la differenza è in effetti di uno zero ma, se la matematica non è un opinione, al momento la realtà dei fatti ci mette di fronte a un incremento pari a un decimo rispetto alla cifra da sogno appena prospettata dal ministro.

SOLDI ALLA SCUOLA DAI TAGLI ALLE SPESE MILITARI

Al giornalista che ha prontamente chiesto dove il Governo pensa di reperire i fondi per coprire una cifra a dir poco ragguardevole, il ministro ha dato una risposta che, seppur non ci dispiace, appare troppo fin troppo bella.

“In passato si è spesa una quantità enorme di miliardi in armamenti. – ha spiegato Bianchi – Noi non vogliamo più che si dica all’estero quanto emerso dalla trasmissione “Presa Diretta” del 22 marzo scorso. Vogliamo che l’Italia sia un Paese di pace che mira alla pace mediante opere di pace, in linea con l’articolo 11 della Costituzione”.

Di fronte a queste parole comunque tanto di cappello. Vogliamo concludere allora con le parole del ministro.

“Ricordiamoci che, tra il 1945 e il ’75, Italia, Giappone e Germania erano entrati nel gruppo ristretto degli Stati più ricchi del mondo, perché la sconfitta dell’ultima guerra mondiale li aveva obbligati a spendere in opere di pace. Vogliamo tornare a far questo, ed impiegare le risorse per Scuola, Sanità, mezzi pubblici, benessere, ambiente. Per il futuro, insomma. A tal fine abbiamo predisposto anche l’assunzione di un medico per ogni plesso scolastico: misura che rimarrà anche dopo la pandemia, come era un tempo e come è degno di un Paese civile come l’Italia, culla della civiltà antica, medievale e moderna”.

Chissà che non si apra una fase nuova, che veda destinare alla scuola gli investimenti che il settore merita.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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