Dietro ai voti alti sul registro elettronico e alle medie perfette dei tabelloni di fine quadrimestre si nasconde spesso un’industria sommersa miliardaria che le famiglie italiane conoscono fin troppo bene: il mercato delle ripetizioni private e del doposcuola a pagamento. Quando la scuola pubblica non riesce a garantire un recupero pomeridiano efficace, subentra l’economia parallela delle lezioni a domicilio.
La disparità economica tra le famiglie
Affidare un figlio in difficoltà in matematica o latino a un insegnante privato per due o tre volte a settimana comporta una spesa mensile insostenibile per i nuclei familiari a basso reddito. Si crea così una discriminazione invisibile ma pesantissima: chi può permettersi le ripetizioni recupera e vola verso l’eccellenza, chi non può si trascina le insufficienze.
Il fallimento strutturale dei corsi di recupero interni
I corsi di recupero organizzati formalmente dagli istituti arrivano spesso troppo tardi, con un monte ore ridotto all’osso, docenti stanchi e programmi frettolosi che non riescono a colmare le lacune profonde accumulate dagli studenti durante le normali lezioni mattutine.
Rilanciare il tutoraggio gratuito e paritario
La scuola pubblica deve riappropriarsi del proprio ruolo educativo fondamentale, istituendo sportelli di recupero permanenti, gratuiti e strutturati all’interno dell’orario scolastico o pomeridiano, valorizzando anche il tutoraggio tra pari.Solo così l’istruzione tornerà a essere un diritto universale e gratuito per tutti.
Sara Appolloni




