Con la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale n. 43 del 12 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato ufficialmente il via alle procedure di mobilità territoriale e professionale per l’anno scolastico 2026/2027. Si tratta di un passaggio cruciale per migliaia di lavoratori della scuola che aspirano a un ricongiungimento familiare o a un nuovo progetto professionale.
Il cronoprogramma: le date da monitorare
Mentre per il personale docente la fase di invio si è conclusa il 2 aprile, restano aperte le finestre per le altre categorie professionali. Ecco il dettaglio delle scadenze e della pubblicazione degli esiti:
● Personale Educativo: Termine ultimo per la presentazione della domanda fissato al 7 aprile 2026. Gli esiti dei movimenti saranno resi noti il 4 giugno;
● Personale ATA: Le istanze possono essere inoltrate fino al 13 aprile 2026. Per gli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari, la pubblicazione dei risultati avverrà il 12 giugno;
● Insegnanti di Religione Cattolica (IRC): La finestra per l’invio delle domande cartacee (secondo l’ordinanza specifica) si chiuderà il 17 aprile 2026. I risultati saranno pubblicati il 5 giugno.
Per tutte le categorie, il termine ultimo per la revoca della domanda è fissato a dieci giorni prima della scadenza degli adempimenti amministrativi da parte degli uffici periferici (SIDI).
Vincoli triennali e deroghe: il quadro normativo
Uno dei punti più complessi di queste procedure di mobilità riguarda il vincolo di permanenza triennale. Secondo la normativa vigente, i docenti neo-assunti devono permanere nella stessa istituzione scolastica per almeno tre anni, a meno che non rientrino in specifiche categorie protette.
Le eccezioni confermate
L’ordinanza 43 recepisce le ultime intese contrattuali, confermando le deroghe per:
- Caregiver e disabilità: Personale che usufruisce dei benefici della Legge 104/92 (art. 21 e art. 33, commi 3, 5 e 6).
- Genitorialità: Personale con figli di età inferiore ai 12 anni.
- Assistenza a congiunti: Coloro che assistono il coniuge o un parente con disabilità grave, a patto che la certificazione sia aggiornata e allegata correttamente.
Guida alla compilazione: tra documentazione e strategie di punteggio
La domanda di mobilità si articola in tre sezioni chiave: anzianità di servizio, titoli generali ed esigenze di famiglia. La corretta compilazione di questi campi è vincolante: è fondamentale prestare massima attenzione alla documentazione allegata, poiché l’autocertificazione non sempre sostituisce le dichiarazioni specifiche richieste dal portale Istanze Online.
Dalla correttezza dei dati inseriti dipende direttamente il calcolo del punteggio. In questa fase, va operata una distinzione netta tra il servizio di ruolo e il pre-ruolo, che viene valutato con criteri differenti tra la mobilità e la graduatoria interna di istituto. A questi si aggiunge il punteggio di “continuità”, che matura solo dopo aver prestato servizio per almeno tre anni consecutivi nella stessa scuola.
Infine, il punteggio ottenuto determina l’efficacia delle preferenze espresse. È possibile indicare fino a 15 opzioni, scegliendo tra:
● Analitiche: singole istituzioni scolastiche.
● Sintetiche: comuni, distretti o intere province.
È necessario sottolineare che l’indicazione sintetica “comune” è onnicomprensiva sicché include automaticamente tutti i plessi presenti nel territorio, comprese le sedi carcerarie o serali, a meno che non vengano esplicitamente escluse in fase di compilazione.
Verso i movimenti di maggio e giugno
Conclusa la fase di presentazione, l’iter si sposta agli Uffici Scolastici Territoriali (UST), che dovranno verificare la congruenza tra quanto dichiarato e i titoli effettivamente posseduti. Per i docenti, l’attesa terminerà il 29 maggio, data in cui il sistema restituirà i bollettini ufficiali con i trasferimenti e i passaggi di cattedra/ruolo.
In questa fase di transizione, la precisione e il rispetto rigoroso delle tempistiche restano le uniche garanzie per una procedura di successo.
Sara Appolloni




