Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito un piano programmatico volto a contrastare l’incremento dei disturbi emotivi e dell’ansia da prestazione tra la popolazione studentesca, istituendo presidi di ascolto e percorsi di supporto professionale all’interno delle strutture scolastiche.
Analisi del contesto e finalità degli interventi
I dati epidemiologici evidenziano un aumento diffuso di manifestazioni ansiose, attacchi di panico e fenomeni di ritiro sociale tra gli adolescenti. L’attivazione di canali di ascolto istituzionali risponde alla necessità di intercettare precocemente i segnali di disagio relazionale e scolastico, fornendo strumenti di supporto prima dell’insorgenza di quadri clinici complessi e favorendo il raccordo tra l’istituzione scolastica, i minori e i nuclei familiari.
Struttura del percorso di assistenza psicologica
La misura principale prevede l’erogazione di un pacchetto di interventi assistenziali rivolti alle fasce d’età a maggiore rischio di fragilità emotiva, individuate negli studenti frequentanti l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado (terza media) e il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.
Le modalità operative prevedono:
- L’accesso gratuito a un ciclo di cinque incontri individuali;
- L’affidamento degli incarichi a professionisti iscritti ad appositi elenchi predisposti d’intesa con l’Ordine degli Psicologi;
- La subordinazione dell’accesso al consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale.
Integrazione con le figure di orientamento e prevenzione della dispersione
Il piano ministeriale integra l’assistenza psicologica con l’azione dei docenti tutor, figure incaricate del monitoraggio personalizzato dei percorsi di studio e della valorizzazione delle attitudini individuali, in funzione di contrasto alla dispersione scolastica. È inoltre previsto il finanziamento di attività extracurricolari pomeridiane volte a favorire l’aggregazione sociale, il recupero delle competenze e il consolidamento del senso di appartenenza alla comunità scolastica.
Sara Appolloni




