Liceo del Made in Italy: il punto della situazione dopo il debutto e le sfide con il mondo del lavoro

Nato per valorizzare le eccellenze produttive e culturali del nostro Paese, il Liceo del Made in Italy rappresenta uno degli indirizzi più recenti nel panorama delle scuole superiori. Dopo un avvio caratterizzato da tempi stringenti per l’attivazione, il nuovo percorso liceale mostra una crescita progressiva delle iscrizioni, iniziando a delineare la propria presenza geografica e le dinamiche d’integrazione con il mondo economico locale.

L’andamento delle iscrizioni e la distribuzione geografica

I dati di iscrizione indicano una crescita costante dell’interesse, spinta dall’ampliamento dell’offerta formativa da parte degli istituti e da una maggiore chiarezza sul piano degli studi.

La presenza del Liceo del Made in Italy si concentra in prevalenza in due contesti territoriali specifici:

  • I distretti industriali e artigianali del Nord e del Centro: regioni ad alta vocazione manifatturiera (come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana) hanno registrato una risposta positiva, spinta dal forte legame tra le scuole e i distretti della moda, del design, dell’infrastruttura meccanica e dell’agroalimentare.
  • I poli d’eccellenza turistica e culturale del Mezzogiorno: nelle regioni del Sud e nelle isole, l’indirizzo ha intercettato la domanda di percorsi legati alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, della ricettività e della gestione dei beni culturali.

Come funziona: il quadro orario e le materie chiave

Il percorso di studi unisce una solida base umanistica e scientifica a discipline orientate alla comprensione dei mercati e della produzione. Rispetto all’opzione Economico-Sociale del Liceo delle Scienze Umane, da cui trae origine la sua ossatura, l’indirizzo rafforza l’area giuridica ed economica.

Il piano di studi si fonda su tre pilastri principali:

  • Diritto ed Economia Politica: percorsi strutturati per comprendere il funzionamento delle imprese, la tutela dei marchi, la proprietà intellettuale e la regolamentazione del commercio internazionale.
  • Due lingue straniere: potenziamento delle competenze linguistiche per favorire la proiezione aziendale verso i mercati esteri.
  • Scienze economiche e aziendali, Storia dell’arte e della cultura materiale: un intreccio disciplinare pensato per insegnare la storia dell’industria italiana e le radici del design nazionale.

Le sfide aperte: orientamento e sinergia con le imprese

A fronte di numeri in crescita, il funzionamento a regime dell’indirizzo richiede ancora il consolidamento di alcuni aspetti organizzativi. La sfida principale riguarda la capacità delle scuole di stipulare convenzioni efficaci per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO).

Il successo del percorso dipende infatti dal coinvolgimento attivo delle associazioni di categoria, delle camere di commercio e delle aziende del territorio. Garantire agli studenti visite in azienda, laboratori con professionisti del settore e tirocini formativi di qualità costituisce la condizione essenziale per far comprendere il valore reale di questo titolo di studio.

Il Liceo del Made in Italy sta gradualmente superando lo scetticismo iniziale, proponendosi come una scelta alternativa per gli studenti desiderosi di coniugare la preparazione teorica di un liceo con una comprensione diretta dei motori economici del Paese.

Sara Appolloni

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