I Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) sono nati con l’intento di costruire un ponte solido e strutturato tra le aule scolastiche e il mondo del lavoro o della ricerca. Negli anni, tuttavia, l’applicazione pratica di questa misura ha mostrato un quadro estremamente disomogeneo sul territorio nazionale. Se in alcuni contesti virtuosi gli studenti hanno avuto l’opportunità di svolgere esperienze orientative ed arricchenti, in altre realtà l’alternanza si è spesso ridotta a un mero adempimento burocratico o, nei casi più problematici, all’assegnazione di mansioni ripetitive ed estranee al percorso di studi.
La sicurezza nei luoghi di lavoro come priorità assoluta per i maturandi
Il tema della tutela e della sicurezza dei ragazzi durante le ore di tirocinio è diventato prioritario nel dibattito pubblico e legislativo. Garantire ambienti protetti, corsi di formazione preventivi e procedure di vigilanza rigorose è la condizione imprescindibile per qualsiasi attività didattica svolta al di fuori del perimetro scolastico. Le normative più recenti hanno opportunamente rafforzato le responsabilità civili e penali dei soggetti ospitanti e dei tutor scolastici, stabilendo criteri di selezione e controlli molto più severi sull’idoneità delle strutture aziendali coinvolte.
Qualità contro quantità: orientare i ragazzi verso tirocini formativi reali
Una delle riforme maggiormente auspicate da docenti e studenti riguarda il superamento del conteggio rigido del monte ore obbligatorio a favore di progetti di reale valore educativo e orientativo. Piuttosto che accumulare ore in attività generiche di scarsa rilevanza, è fondamentale puntare su esperienze fortemente coerenti con l’indirizzo di studi frequentato. Per un liceale, ad esempio, i percorsi dovrebbero concentrarsi sulla ricerca universitaria, sulla tutela dei beni culturali o sulle professioni editoriali e scientifiche, evitando inserimenti forzati in settori del tutto estranei al proprio piano formativo.
Il monitoraggio delle convenzioni tra istituti e aziende locali
Il successo reale dei PCTO dipende in larga misura dalla capacità degli istituti scolastici di selezionare con cura e rigore i propri partner territoriali. La sottoscrizione delle convenzioni non può essere considerata un semplice atto formale, ma deve basarsi su un’attenta e preventiva valutazione dei piani formativi proposti dalle imprese o dagli enti. Serve un tracciamento costante e continuo da parte dei docenti referenti per verificare che le attività svolte in sede corrispondano effettivamente agli accordi stipulati e che il carico di lavoro rimanga adeguato all’età degli studenti.
Valorizzare l’esperienza nel curriculum dello studente
L’esperienza maturata nel corso del triennio finale confluisce direttamente nel Curriculum dello Studente, integrandosi con il colloquio dell’Esame di Stato. Affinché questo strumento mantenga una reale utilità formativa, è necessario che la valutazione dei PCTO esca dalle solite formule generiche ed emetta un giudizio preciso sulle competenze trasversali realmente acquisite, come l’autonomia organizzativa, la capacità di lavorare in gruppo, la risoluzione dei problemi e lo spirito d’iniziativa.
Sara Appolloni




