Mad: un’occasione di lavoro per neolaureati ed esclusi dalle graduatori

E’ iniziata la corsa all’invio della “Messa a Disposizione”, ormai più nota come Mad. Quest’anno, grazie alla circolare che il Miur ha pubblicato il 5 settembre, sembrano essere più avvantaggiati alla chiamata i neolaureati o i laureati che non sono rientrati, per motivi di tempo o per esclusione, nelle graduatorie. Infatti nella circolare ministeriale si legge che le “Mad possono essere inviate solo dai docenti che non sono inseriti né nelle graduatorie provinciali né in quelle d’istituto”. Una limitazione, questa, che non è molto gradita dai precari che, negli anni passati, avevano lavorato molto anche con la chiamata da Mad. Ma quest’anno sembra esserci spazio un pò per tutti.

Nel mondo della scuola si vocifera che il 2020/21 sarà “l’anno delle supplenze”: si parla, infatti, di circa 200mila cattedre per i supplenti.  Cattedre che verranno assegnate tramite Gps e graduatorie d’istituto, ma anche tramite le domande di Messa a Disposizione.

La domanda di Messa a Disposizione è una candidatura spontanea, informale, prevista dal Miur, attraverso cui l’aspirante docente, avente i requisiti previsti, si rende disponibile a ricoprire incarichi per le sue classi di concorso, ma anche per il sostegno. Tale domanda può essere fatta anche dai collaboratori scolastici. La domanda deve essere inviata al dirigente scolastico. Ci sono molti esempi di modelli da compilare per inviare la Mad, serve poco tempo per farlo e con una semplice email si può inviare il proprio curriculum a centinaia di istituti scolastici. Unico limite: serve scegliere una sola provincia!

Mirna Ventanni

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