Dsa, la legge festeggia dieci anni

Era l’8 ottobre 2010, esattamente dieci anni fà, quando entrò in vigore la legge 170/2010: con essa l’apprendimento degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) iniziò ad avere un ruolo importante nella scuola italiana. Se fino a quella data per molti di noi termini come “dislessia”, “discalculia”, “disortografia” o “disgrafia” erano sconosciuti, con l’entrata in vigore di tale legge si inizia a parlare, con cognizione, di “disturbi dell’apprendimento” che, come recita l’articolo 1, “si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”.

In passato, non essendo riconosciute queste patologie, spesso la carriera scolastica di alcuni studenti terminava in modo drammatico, con insuccessi o abbandoni. La legge 170/2010, al contrario, riconoscendo il diritto allo studio di questi ragazzi, cerca di sviluppare metodologie ad hoc per favorire tutti gli studenti con l’obiettivo di tirar fuori il loro vero potenziale in base alle loro peculiarità. Sono passati dieci anni dall’entrata in vigore di questa legge, sono ancora molti gli interrogativi a cui rispondere e le criticità da superare, ma le scuole italiane hanno aperto le porte a questo nuovo modello di inclusione scolastica, dove ogni alunno merita di raggiungere i propri traguardi, anche chi ha qualche difficoltà.

Per festeggiare questi primi dieci anni della Legge, l’AID (Associazione Italiana Dislessia) ha tracciato un bilancio che sarà al centro di un convegno dal titolo “10 anni dalla legge 170/2010: tra luci, ombre e prosepettive future” che si svolgerà nella mattinata di sabato 10 ottobre: l’evento si terrà in diretta streaming sul canale YouTube di Aid ed è possibile partecipare liberamente: https://www.aiditalia.org. “In questo decennio – dicono dall’Aid – è cambiato il profilo dell’inclusione degli studenti con DSA, ma la strada da percorrere è ancora lunga”.

Potendo, oggi, riconoscere i disturbi, in questi dieci anni è cresciuto il numero di alunni con Dsa. Se nell’anno scolastico 2010/11 se ne contava lo 0,7 per cento, nell’anno scolastico 2017/18 sono saliti al 3,2 per cento. Il disturbo più diffuso sembra essere la dislessia (40,7%), seguito da  disortografia (21,2%), disgrafia (19,9%) e discalculia (18,2). La maggior parte degli studenti con Dsa frequentano la scuola secondaria di primo grado. La maggior parte delle cerficazioni di Dsa ( il 4,8%) sono rilasciate nelle regioni del Nord – Ovest, seguite da quelle del Centro (3,9%), del Nord -Est (3,6%) e dal Sud (1,6%). Nello specifico nel podio delle Regioni che rilascia più certificati troviamo Valle d’Aosta e Liguria, a parimerito, con 5,1% di alunni con Dsa, Piemonte e Lombaridia, rispettivamente con il 4.8 e 4,7%. Viceversa le Regioni con meno certificazioni sono la Calabria (0,8%), Campania (1%) e Sicilia (1,3%).

Mirna Ventanni

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