Se a scuola il tampone è un optional

Garantire la sicurezza nelle scuole sarà pure sbandierata come priorità ma se non si fanno nemmeno i tamponi ai compagni di classe degli studenti contagiati dal covid, di che sicurezza parliamo? Incredibile ma vero da nord a sud si accavallano le segnalazioni di insegnanti e genitori per il mancato intervento nei casi di ragazzi positivi. Tutta Italia attende il bollettino giornaliero dell’esito dei tamponi, che spesso superano le centomila unità. Stona proprio, allora, che di fronte a un caso conclamato sui banchi di scuola, non si provveda a sottoporre a controlli i compagni di classe. L’ultimo caso a essere denunciato in ordine di tempo è quello della scuola primaria di Paganica (L’Aquila). Quaranta studenti in quarantena da dieci giorni e nessun tampone da parte della Asl. Anzi, stando alla denuncia dei genitori, la Asl risulterebbe proprio non pervenuta. Fatto sta che dal momento in cui è scattato l’allarme e gli studenti sono stati precauzionalmente messi in isolamento, non è stata avviata la benché minima procedura di controllo. In parole povere, non si è visto nessuno. Tanto meno sono stati predisposti controlli tra il resto degli alunni e gli insegnati della scuola. “Siamo esasperati – ha spiegato un genitore a un quotidiano locale – la Asl è scomparsa e noi non sappiamo cosa succederà. Ancora non ci è dato sapere se e quando faremo il tampone. Il dato di fatto è che 40 ragazzini sono a casa, non ci sono sintomi ma nessuno si è preoccupato nemmeno di sapere la temperatura”. Per un caso salito agli onori della cronaca, sono decine le situazioni che continuano a emergere in tutto il paese. Tra le segnalazioni riscontrate nel centro Italia anche quelle relative a ragazzini risultati positivi a seguito di controlli effettuati per i casi di genitori risultati positivi al lavoro. I familiari hanno avvertito la scuola frequentata dal ragazzo ma dei tamponi sul resto della classe nemmeno l’ombra. La scuola sarà pure il posto più sicuro del mondo ma qualcuno avverta il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina che con questo andazzo potrebbe essere presto costretta a scegliere un altro slogan.

Alberto Barelli

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