COSE DA DAD

DOCENTI A DISTANZA: UN CONTRATTO PER POCHI

Firmato ieri, l’intesa sulla DAD per i docenti, di nuovo sul tavolo dell’Aran

Firmato ieri da Anief e CISL Scuola, il contratto sulla DAD Docenti, è tornato in meno di 24 ore sul tavolo sindacale. Per le sigle che si sono tirate indietro, in particolare CgIl e Uil, ci sono troppi punti lasciati in sospeso su ristoro delle spese per didattica a distanza, regime di quarantena, diritto alla disconnessione, formazione.

In nome della responsabilità davanti ad una pandemia, agli insegnanti, che sono dipendenti con una retribuzione tra le più basse d’Europa, viene chiesto di assumersi un rischio di impresa, come nel lavoro autonomo per far fronte alla modalità di lavoro a distanza e questo non può essere accettato neanche in nome della catastrofe generale che ci sta investendo. Questo lo stato d’animo di chi non ha firmato e che chiede, su una piattaforma non diversa da quella in discussione nella Pubblica amministrazione, il riconoscimento di alcune questioni sostanziali. Così riassunte da fonti sindacali CGIL:

La prima è il ristoro delle spese per la Didattica a distanza: gli insegnanti hanno un contratto di lavoro subordinato, con usano strumenti, servizi e sedi proprie ma di proprietà datoriale. Se viene chiesto loro, in soldoni, di acquistare un computer efficiente, mettere la fibra, tenere perennemente in carica portatili e smartphone, formarsi sulla miriade di piattaforme elettroniche che gratuitamente in questo momento stanno combattendo una guerra senza quartiere per conquistare fette di mercato, deve essere prevista una forma di risarcimento per i costi sostenuti. Il problema sussiste soprattutto per i precari che non possono utilizzare la carta del Docente per le spese connesse alla Dad.

Il secondo è il regime in caso di quarantena o di isolamento precauzionale: sono equiparati non solo alla malattia ma al ricovero ospedaliero? E’ giusto? O gli asintomatici e i contatti di un positivo possono collegarsi e fare lezione? Come distinguere che cosa è fattibile da cosa è giusto? Quanto è dovuto e quanto va lasciato alla voglia dei singoli di gettare il cuore oltre l’ostacolo?

Il terzo punto è il diritto alla disconnessione: il retro pensiero sulle varie forme di lavoro da remoto – sia smart working, che Home Office o altre definizioni che esprimono la dislocazione tra sede di lavoro e erogazione della prestazione – e che sia un modo per essere pagati facendo meno. Come in ogni espressione delle attività umane, può verificarsi questa eventualità ma gli studi parlano di una intensificazione delle ore lavorative durante lo smark working e soprattutto di un allungamento della giornata lavorativa fuori controllo. La tentazione o il dovere di rispondere in ore o giorni inconsulti è legato al luogo comune che lavorare da casa sia in fondo una comodità, senza nessuno a supervisionare, con la sveglia che, azzerato lo spostamento e la toilette da esterno, può suonare quasi un’ora dopo. Il tempo ci dirà se questi vantaggi sono benefit effimeri davanti ad un maggiore impegno di fatto e mentale che produce un burn out non migliore di quello in presenza ed una voglia matta di tornare in ufficio. Per i sindacati la giornata lavorativa va riarticolata e soprattutto va normato fino a quando il lavoratore ha il dovere morale e materiale di farsi trovare e di operare nel caso.

Sul contratto firmato in fretta e furia dai sindacati, pochi in realtà, tutto questo non sarebbe messo a fuoco ed allora, in vista della chiusura generalizzata delle scuole superiori, oggi si riparte da zero, anzi dall’articolo 1 che obbliga alla “anche il docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria”. Se le classi però svolgono attività in presenza, “il docente in quarantena o isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, svolgerà la DDI laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste dai quadri orari ordinamentali”.

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