Più didattica a distanza: alle superiori si va verso il 100%

Fonte: Il Sole 24 Ore – 3 novembre 2020

Il braccio di ferro sulla scuola vede aumentare la percentuale di didattica a distanza verso il 100%.  Il premier Giuseppe Conte ha annunciato ieri in Parlamento che le lezioni a distanza potrà passare  dall’«almeno 75%» del precedente Dpcm appunto al 100% nelle scuole superiori. Le lezioni da remoto potrebbero potrebbero essere estese anche il primo ciclo ma questo dipenderà dalla situazione epidemiologica della regione. Gli scenari ipotizzati dal presidente del Consiglio sono tre: in caso di situazione grave si terranno lezioni online anche seconda e terza media (la Campania ha deciso per la didattica integrata a distanza per l’intero primo ciclo, incluse quindi infanzia e primaria). Si dovrà attendere il nuovo Dpcm per vedere sciolti gli ultimi nodi dal governo, che ieri si è impegnato a garantire la scuola in presenza nel caso in cui la diffusione dei contagi non risulti fuori controllo e a proteggere in particolare le fasce di età più piccole. Intanto i presidi esprimono le proprie riserve: «La sospensione della didattica in presenza non sarà senza conseguenze. – ha spiegato Antonello Giannelli, a capo dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi – Dobbiamo essere consapevoli del prezzo sociale che pagheremo noi tutti e di quello individuale che pagheranno gli studenti: sarà elevato e, purtroppo, ce ne renderemo conto nei prossimi anni». Tra le forze di governo anche Iv è perplessa, sostenendo che la scuola debba essere l’ultima a chiudere. Le cifre fornite dagli esperti parlano di lezioni a distanza per circa 2,6 milioni di ragazzi delle superiori, per un totale di più di 4 milioni di ore a settimana di lezioni erogate. Per gli studenti delle medie delle regioni più colpite dal virus significa aumentare i disagi per scuole e famiglie, specie se si tratta di alunni fragili. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina continua a battersi per mantenere il più possibile in presenza le lezioni. Ieri sono stati distribuiti gli 85 milioni di euro previsti dal decreto Ristori per l’acquisto di oltre 200mila nuovi dispositivi digitali e oltre 100mila connessioni. Sono 432.330 i dispositivi acquistati da marzo e oltre 100mila le connessioni. Le scuole hanno potuto investire anche i 331 milioni erogati per la ripresa a settembre, potendo contare di 1,2 milioni di dispositivi già utilizzati durante il lockdown.

Claudio Tucci

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