LE PROFEZIE SBAGLIATE DEL MINISTRO AZZOLINA

«È facile vedere, difficile prevedere» scrive Benjamin Franklin. Nulla da eccepire e allora anche le più sbagliate delle previsioni, rappresentando il futuro sempre un’incognita, in fondo possono essere sempre scusate. Qualche interrogativo in più possiamo porcelo, invece, quando ci si trova di fronte al paradosso opposto, come ci sta dimostrando la realtà di cui è vittima la scuola italiana: quello di non si riuscire a vedere ciò che sta avvenendo e, soprattutto, nemmeno quanto è già accaduto. Al ministro dell’istruzione Lucia Azzolina possiamo riconoscere questo straordinario (de)merito. Ricapitoliamo innanzitutto le previsioni non azzeccate. Prima: la scuola è un luogo sicuro, mantra ripetuto all’infinito dal ministro. Ora i dati dicono quello che suggeriva il buon senso: i contagi tra i banchi stanno salendo vertiginosamente. Secondo mantra-azzolino: il concorso della scuola non si fermerà. Tutti i concorsi sono, ovviamente, bloccati. Terza falsa profezia-azzolina: la scuola non chiuderà e le lezioni si terranno in presenza. Ai provvedimenti decisi a cascata dalle regioni è seguita la disposizione di chiusura delle scuole da parte del governo (di Azzolina) e l’imposizione del 100% di didattica digitale. Insomma non ne ha azzeccata una. Ma fin qui, trattandosi di previsioni relative al futuro, la scusante ci potrebbe essere. Permetteteci l’uso del condizionale, perché, visto l’andazzo dei contagi nel resto del mondo, sui pronostici il ministro poteva indovinare qualcosina in più. Ma queste settimane ci hanno fatto assistere all’incredibile paradosso: la ripetizione del no alla chiusura delle scuole e dello slogan “il concorso della scuola non si fermerà”, quando già mezza Italia era in quarantena. Verrebbe da dire: una sorta di anomala forma di negazionismo? Ci sarebbe da scherzarci su, se non fosse che tutto questo ha pesato per esempio sulla mancata programmazione dei trasporti per fare fronte a un provvedimento come quello degli ingressi scaglionati, sul potenziamento degli strumenti per la didattica a distanza e sulla risposta all’emergenza delle cattedre scoperte, che tali resteranno. Il solo lato positivo è che abbiamo potuto coniare un vocabolo nuovo: la profezia-azzolina, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.

Alberto Barelli

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