La Dad mette in crisi anche i prof, nelle scuole arrivano gli psicologi

Fonte: la Repubblica – 23 novembre 2020

Gli insegnanti si sentono isolati, come i loro studenti. Dietro a uno schermo, magari derisi o presi in giro dai ragazzi nativi digitali, registrano difficoltà di rapporto coi colleghi, sono abbattuti e provati dal periodo di lockdown già vissuto. Insomma sono in crisi. Non vale per tutti ma il fenomeno preoccupa per la sua crescita. Così a Mestre è sorto un gruppo di auto-aiuto per gli insegnanti in Dad e non solo. Mentre sono arrivati gli stanziamenti del ministero all’Istruzione per gli psicologi nelle scuole dedicati all’emergenza sanitaria. A questo fine è stato siglato un accordo tra viale Trastevere e l’Ordine degli psicologi: sono stati stanziati 1600 euro a istituto per settembre-dicembre, altri 3.200 euro per coprire il periodo da gennaio a giugno 2021. Comunque pochi istituti sono già partiti e i progetti sono lungi dall’essere pronti. Nel frattempo si accumulano le fatiche degli studenti, dei loro professori, e crescono ansie e paure delle famiglie rispetto alla pandemia. Solo pochi giorni fa è arrivato l’appello ai presidi degli istituti toscani dell’Ordine degli psicologi regionale. Spiega la presidente Maria Antonietta Gulino:  “Nella situazione di grande stravolgimento che tutti stiamo vivendo esortiamo i dirigenti ad attivare prima possibile gli sportelli psicologici bambini, ragazzi e famiglie hanno vissuto e continuano a vivere mesi di estrema fragilità e di instabilità, che ha ricadute di natura psicologica, sociale e relazionale”. A pesare sono i conflitti tra colleghi sulla gestione del distanziamento. Ma anche genitori che ascoltano le lezioni da casa: non potrebbero entrare in aula a scuola, in Dad succede. Per Arianna Marfisa Bellini, psicoterapeuta cresciuta alla scuola di Massimo Recalcati, “i professori si sono trovati a giocare su un terreno che non era il loro e nel web perdono comunque di autorevolezza perché la Rete è un luogo di pari grado, dove si perde la disimmetria tra adulti e ragazzi, non c’è più alterità”. Alcune scuole già hanno avviato percorsi di sostegno psicologico, anche senza attendere l’arrivo dei fondi. Intanto vengono attivati gli sportelli di aiuto psicologico on line. Al Majorana di Moncalieri, in provincia di Torino, basta prenotarsi sulla piattaforma dedicata, ci sono due psicologhe che si alternano tra liceo e istituto tecnico. Un servizio che sta partendo in questi giorni. Due stanze virtuali dove gli studenti o i loro genitori possono prendere appuntamento. “La situazione dei ragazzi non è facile, le loro prerogative tipiche dell’età sono negate, qui siamo in zona rossa. E poi c’è chi a casa sta vivendo drammi per la perdita di familiari” ragiona la preside Rossella Landi. “L’aiuto serve anche per sostenere le famiglie, sono molto preoccupate”

Abstract articolo di Ilaria Venturi

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