Rebus per aspiranti insegnanti della classe di concorso a46: come spiegheresti ad uno studente il Recovery e la Next generation?

Un gioco quasi enigmistico per gli aspiranti docenti della A46, destinati ad insegnare diritto ed economia nelle scuole superiori. Come tradurreste questo economichese non stretto ma molto tecnico ad un vostro studente delle superiori?

Come spieghereste il Recovery e la Next Generation?

L’osservatorio dei Conti pubblici così spiega il deficit italiano per il 2021, un linguaggio che si sforza di essere chiaro ma che risulta incomprensibile per chi non abbia una minima base di macroeconomia e diritto pubblico. Dobbiamo arrenderci a non capire come funzionano i processi che condizioneranno la nostra vita se non conseguendo una triennale in Scienze Politiche? Oppure voi della a46, sapreste fare di meglio? Alla luce del recente annuncio della BCE sul prolungamento delle operazioni di acquisto di titoli, si conferma che le istituzioni europee, e in particolar modo la BCE, finanzieranno tutto il probabile deficit del 2021.  Nel 2021 il fabbisogno lordo di finanziamento per lo Stato è stimato in circa 500 miliardi, di cui 141 miliardi per coprire il deficit, previsto arrivare all’8 per cento di Pil, e i restanti 357 miliardi per titoli in scadenza da rimborsare, assumendo che non ci saranno nuove emissioni. La BCE potrebbe acquistare titoli italiani per circa 211 miliardi. Si stima, infatti, che i titoli italiani posseduti dalla BCE che scadranno nel 2021 e che verranno rinnovati valgono 53 miliardi, a cui si devono sommare circa 158 miliardi derivanti dalle quote del PEPP e dell’APP spettanti all’Italia nel 2021. Le altre risorse europee provenienti dal Next Generation EU valgono complessivamente 25 miliardi, quindi le istituzioni europee fornirebbero risorse per 236 miliardi (=211+25), coprendo il 47 per cento del fabbisogno lordo di finanziamento. Al mercato invece saranno richiesti circa 262 miliardi, il 53 per cento. A fine 2021, la BCE, la Banca d’Italia e le altre istituzioni europee deterranno debito pubblico italiano per 45 punti di Pil, valore in crescita rispetto ai 37 di fine 2020. La porzione in mano al mercato calerà da 121 a 112 punti di Pil. In termini di quote, quasi il 30 per cento del debito italiano sarà in mano alla BCE, Banca d’Italia e altre istituzioni.

Redazione

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