CHI SALVERA’ LA SCUOLA?

Superman, il grande Mazinga Zeta, o i fantastici quattro che, essendo in quattro, magari hanno qualche possibilità in più? Che c’entrano con la scuola, direte voi? Niente. Ma a qualche santo o eroe dai super poteri dovremo pur sognare di votarci, dopo che anche la Befana ha fallito nel regalarci il ritorno a scuola. Neppure la simpatica vecchietta ha fatto il miracolo che tutti attendevano, deludendo suo malgrado quanti si erano fidati delle promessa che il 7 gennaio avrebbe segnato la riapertura delle aule almeno alle metà degli studenti. Macché. E, beffa nella beffa, si è voluto fare lo smacco alla Befana, rinviando il ritorno a scuola di soli due giorni. Cosa cambiano due giorni in più? Poco o niente, come è stato fatto notare. Evidentemente qualcuno stà mirando a entrare nel guinness dei primati in fatto di procurata incertezza a suon di promesse mancate e aspettative deluse. E infatti anche questa scadenza è stata messa in forse e ancora oggi non si sa quando riapriranno le scuole. Insomma non ha esaudito il desiderio Babbo Natale, i ragazzi non hanno trovato la lieta notizia nella calza della Befana e la prossima scadenza è la Pasqua. Pensandoci bene la festività della resurrezione si addirebbe bene al tema, perché giusto di rinascita si può parlare, dal momento che se continua così l’anno scolastico rischia di essere morto, rendendo impossibile il recupero dei ritardi accumulati. Colpa del Covid, certo, ma a dare il colpo di grazia sono state l’incertezza e l’improvvisazione, che con un po’ di buon senso in più potevano in gran parte essere evitate. Speriamo allora nella Pasqua e, per quanti ritengano che aprile siano una data troppo lontana, non resta che chiedere aiuto al santo preferito. Come riserva restano sempre i supereroi, manga compresi.

Alberto Barelli

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