Scuole riaperte, ma alcune già chiudono A questo punto mancano all’appello in classe soltanto gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, che potranno tornare alle lezioni tradizionali da lunedì prossimo 8 febbraio

Fonte: Corriere della Sera – 2 febbraio 2021

All’appello in classe mancano unicamente gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, che potranno tornare in classe da lunedì prossimo 8 febbraio. Ieri sono tornati a scuola gli studenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sardegna. Ma in Umbria, dove le scuole secondarie hanno riaperto una settimana fa, si impone la prima retromarcia: stop da oggi alle lezioni per tutti gli studenti dalle elementari alle superiori per 14 giorni in ben 31 Comuni, tra cui il capoluogo Perugia. Lo hanno stabilito i vertici della sanità regionale assieme ai sindaci nelle zone in cui i casi di Covid hanno avuto un’incidenza anomala, superiore ai 200 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. (…) Ieri come tutti i lunedì di riapertura ci sono registrate proteste e manifestazioni davanti alle scuole: studenti e prof temono comunque i contagi e contestano le norme di sicurezza. Non a caso in Puglia, Calabria, Campania e Veneto la scelta se ritornare in classe è affidata in ultima istanza alle famiglie: non solo gli studenti fragili ma anche chi ha situazioni a rischio o vive con nonni o persone fragili può seguire da casa. In Puglia quattro studenti su cinque ieri sono rimasti in Dad.  il Il presidente dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli è chiaro: «Non può spettare alle singole famiglie la valutazione del rischio, non hanno gli strumenti per giudicare. Questa è una responsabilità politica che deve essere valutata dall’autorità sanitaria». Intanto per conoscere la modalità dell’esame di maturità 2021 gli studenti dovranno pazientare ancora un po’: la ministra Azzolina aveva promesso di annunciarla prima della fine del mese di gennaio, ma si dovrà aspettare la soluzione della crisi di governo. Ieri però è arrivata una tegola che riguarda ancora la questione dei nuovi banchi a rotelle acquistati in massa la scorsa estate per garantire il distanziamento in classe. L’assessore alla scuola del Veneto Elena Donazzan ha fatto parziale marcia indietro: prima di ritirare i banchi perché, se vi si sta per troppe ore al giorno, potrebbero far male alla salute soprattutto ai più piccoli, ha avviato una ricognizione sull’effettivo uso dei nuovi tavolini a colori. Il commissario Domenico Arcuri, che aveva promosso il bando, ha confermato che sono regolarmente certificati, ma resta il problema dell’effettivo utilizzo: si scopre infatti che non solo in Veneto ma in molte scuole i banchi a rotelle giacciono inutilizzati nei corridoi perché «sono lo strumento sbagliato — insiste Donazzan —, non sono fatti per la didattica italiana che prevede l’uso di un testo e di quaderni per esercizi o appunti».

Abstract articolo di Gianna Fregonara

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