Che cosa sono gli Its su cui punta Draghi

Fonte: Corriere della sera – 18 febbraio 2021

Mario Draghi punta con un investimento di un miliardo e mezzo sugli Its, gli istituti tecnici superiori. Attualmente i diplomati in questo percorso di studio sono molto pochi: gli iscritti nel 2020 ai due anni di percorso erano 18 mila e gli Istituti sono concentrati nelle aree più industrializzate del Paese, nel Nord – Lombardia e Emilia Romagna – e nel Centro Italia anche se lo scorso anno Campania e Puglia hanno avviato diversi progetti. Già nel piano nazionale di recupero e resilienza del governo Conte II era stata stanziata la stessa cifra. Si tratta infatti di corsi biennali professionalizzanti basati anche su una forte componente pratica di apprendistato riservati ai diplomati delle scuole superiori. Gli Its – rispetto alle Università – hanno una forte flessibilità organizzativa: gli insegnanti provengono per il 70 per cento dal mondo delle imprese che partecipano anche alla governance degli Istituti grazie a partnership delle associazioni di categoria locali. Gli Its sono scuole di alta tecnologia strettamente legate al sistema produttivo che preparano i quadri intermedi specializzati. Al momento ce ne sono 107 e sono divisi in 6 aree per un totale di oltre 700 corsi: efficienza energetica; mobilità sostenibile; nuove tecnologie della vita; nuove tecnologie per il made in Italy (Servizi alle imprese, Sistema agro-alimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda); tecnologie dell’informazione e della comunicazione; tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turismo. Secondo il monitoraggio nazionale 2020, realizzato su incarico del Ministero dell’Istruzione dall’Indire, l’83% dei diplomati Its trova lavoro a un anno dal diploma e il 92,4% di questi riesce a impiegarsi in un’area coerente con il proprio percorso di studi. Il 79,3% si ritiene soddisfatto della propria scelta e il 93,5% ha apprezzato i propri docenti. Un quadro opposto a quello delle Università italiane, che secondo i dati sull’occupazione dei neolaureati diffusi a febbraio 2021 e basati sulle rilevazioni Eurostat sono fermi al 58.7, penultimi in Europa davanti alla Macedonia del Nord.

Abstract articolo di Gianna Fregonara

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