SCUOLA, PROVE TECNICHE DI CRISI DI NERVI

“La mancanza di fiducia e la divisione politica non aiutano a superare le difficoltà sia economiche che sociali e non è con le scorciatoie che si risolvono i problemi complessi”. Ci togliamo il cappello di fronte alle parole di Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola. Nei giorni scorsi avevamo accennato ai troppi segnali di polemiche, direttive contrastanti e divisioni all’interno del Governo. Oggi l’appello del dirigente sindacale confermano che (purtroppo) ci avevamo visto giusto. Si chiaro, non occorreva essere geni per pronosticare che, passato l’entusiasmo per l’insediamento del nuovo direttivo guidato da super Mario, sarebbero subito venute fuori le prime magagne. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, i segnali non sono mancati fin dal giorno dopo l’insediamento del Governo. Ricordiamo il pasticcio provocato dalla notizia, subito smentita, dell’apertura delle scuole per accogliere i figli dei medici o i ragazzi con difficoltà o le proteste per la sospensione dei contributi per il congedo parentale per poter seguire i figli in Dad. L’estensione della chiusura delle scuole praticamente a tutte le regioni ha creato il solito malcontento, che per esempio domani porterà in piazza il comitato “Priorità alla scuola”. Ma  questo rientra nell’ordine delle cose. Ci sembra invece un tantito esagerato l’allarme lanciato per i casi di gravi effetti collaterali riconducibili a un lotto di vaccino Astrazeneca. Su questo è intervenuto lo stesso Turi: “I cittadini italiani sono adulti e non come certa politica adolescenziale che merita una maturazione più rapida di ciò che è. – spiega – Il personale della scuola ha diritto di sapere se il vaccino Astrazeneca bloccato è la soluzione o il problema. Ci auguriamo il massimo senso di responsabilità di tutte le forze politiche e sociali. Noi ci siamo ma senza sconti per nessuno”. Appunto, che il senso di responsabilità valga per tutti, soprattutto quando si tratta di non aggravare un clima di allarmismo che per fortuna, stando ai numeri, appare ingiustificato.

Alberto Barelli

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