L’INERZIA come cifra di governo dell’Università italiana

Fonte: ROARS – 16 marzo 2021

Mentre è ormai noto a tutti che gli stanziamenti del Recovery Plan hanno istituzionalmente preso altre strade, il termine INERZIA (con le maiuscole) sembra contraddistinguere l’operato dei ministri che si sono succeduti alla guida del MUR in questo tempo di pandemia. Ma a volte più che frutto di ritardi o colpevolezza sembra l’esito di una tattica di governo ben precisa. Vediamo in rapida successione tre esempi di questa INERZIA:

La PRIMA INERZIA riguarda il Bando speciale per i progetti di ricerca volti contrastare l’emergenza COVID. Il conta-giorni del ritardo segna ormai più di 230 giorni.

La SECONDA INERZIA è tattica e riguarda l’incredibile saga della Presidenza del CNR, il principale ente di ricerca pubblico del nostro Paese, su cui abbiamo già pubblicato diversi contributi. (…) I nomi elencati nella graduatoria pubblicata dallo stesso MUR a seguito di una precedente regolare procedura restano lì a testimoniare – al netto di ricorsi giurisdizionali sempre possibili in casi del genere –  il verificarsi di un odioso spoiling system politico. Che in Italia si declina sul metro della scelta della persona reputata “amica” dal decisore di turno, quella che potrebbe rispondere al placet di intrasparenti portatori d’interesse. A questo spoiling system sembra consegnata nel nostro paese la capacità istituzionale di identificare col metro della competenza scientifica il sommo studioso che, per caratura internazionale ed esperienze, sia ritenuto il più idoneo a guidare il principale ente pubblico di ricerca italiano.

La TERZA INERZIA si sta consumando silenziosamente, attorno al CUN, il quale vive, per definizione, della sua capacità di rappresentare attraverso un mandato elettorale la voce di esponenti dell’accademia democraticamente eletti, secondo i tre ruoli e i 14 settori disciplinari nei quali è ripartito il ruolo della docenza universitaria. (…) Accade che, mentre si discute di una revisione delle classi di laurea di Area 12, l’accademia delle scienze giuridiche continui ad aver voce nel CUN per il sol tramite della rappresentante eletta appartenente al ruolo dei RU, mentre gli altri ruoli della docenza (PA e PO) restano sguarniti ormai da mesi. Al Ministero si resta INERTI anziché indire le procedure elettorali, i cui termini di legge (due mesi, art. 1, comma 7, l. 16 gennaio 2006, n. 18) sono da tempo vanamente trascorsi. (…)

In questo contesto, ci sarà ancora una volta un nesso tattico che lega l’INERZIA ministeriale al processo di revisione delle classi di laurea di area 12, in modo che la riforma possa essere sviluppata e portata a compimento da qualcuno al di fuori del CUN, senza che la comunità scientifica possa compiutamente far sentire la propria voce istituzionale nell’organo di rappresentanza dell’autonomia universitaria?

Abstract articolo di Redazione

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