Sindacati del pubblico impiego chiedono al ministro Bianchi un “patto per l’istruzione e la formazione”

Le confederazioni rappresentative del pubblico impiego e la Cisal chiedono al ministro Bianchi un “patto per l’istruzione e la formazione”. E’ quanto affermato da Marcello Pacifico, Presidente dell’Anief e segretario generale della CISAL. Secondo il sindacalista “occorre quindi approfondire alcuni temi per poter raggiungere questo patto che dovrà coinvolgere il Parlamento, il Governo ed il Ministro dell’Economia”. Bisogna innanzitutto discutere del sistema nazionale d’istruzione – sottolinea Pacifico – del personale, anche delle differenze fra le Regioni e di ciò che è accaduto con lo scoppio della pandemia di Covid-19 che, specie dopo le ultime vicende legate al vaccino AstraZeneca, ci costringerà a convivere con questa situazione ancora per molti mesi. Bisogna quindi capire come ripartire il primo settembre con tutto il personale in classe, come sconfiggere la precarietà attraverso la stabilizzazione dei precari ed anche come allineare il lavoro alla famiglia attraverso l’abolizione dei vincoli alla mobilità”. Al centro dei pensieri del Ministro Bianchi c’è la questione 1 settembre: l’idea è sempre quella di avere tutti in cattedra dall’inizio dell’anno ma per realizzarlo bisogna individuare la strada giusta. Senza contare che la tempistica è sempre a sfavore. E’ questione di metodo: per il reclutamento si guarda ai concorsi ordinari già partiti ma fermi a causa della pandemia con poca aspettativa. Quello che potrebbe invece arrivare, come spesso le organizzazioni sindacali hanno proposto, è una procedura semplificata per i precari. Anche sul contratto, pur non essendo entrati nel merito, si è osservata una disponibilità da parte del Ministro a lottare per garantire un rinnovo soddisfacente del CCNL scuola. A conti fatti, al momento, i fondi a disposizione per la scuola si aggirerebbero tra l’1,7 e l’1,8 miliardi di euro. Cifra che consentirebbe un aumento di 87 euro netti mensili incluso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente contratto, che al netto si aggirano tra i 50 e i 55 euro. Le cifre si riferiscono ad un aumento medio degli stipendi.

E’ chiaro che, come hanno sottolineato anche i sindacati confederali, oltre a quelli di comparto, bisogna lavorare per incrementare tale base di partenza.

Ilaria Montenegri

Fonti: finanza.repubblica.it; orizzontescuola.it

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