Bocciare con la Dad: il timore dei presidi per i ricorsi

Fonte:  Corriere della Sera – 29 marzo 2021

I presidi sono preoccupati per i possibili ricorsi contro le bocciatura al termibe della didattica a distanza e si attende quindi l’ordinanza del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che dica l’ultima parola sugli scrutini di fine anno. «Al momento le disposizioni sono quelle pre-Covid e dunque sarà possibile rimandare e anche bocciare chi ha molte insufficienze — sottolinea Cristina Costarelli preside del liceo Newton di Roma —. Certo negli scrutini terremo conto della situazione e delle lunghe chiusure e si arrotonderà, ma mandare tutti avanti di nuovo come lo scorso anno credo che sarà molto difficile e poco produttivo». Del resto anche per quanto riguarda la maturità, il ministro Bianchi, quando ha varato le nuove regole, ha previsto che quest’anno resta il giudizio di ammissione che l’anno scorso era stato cancellato. C’è un’unica deroga e riguarda la frequenza: chi ha fatto troppe assenze in Dad per problemi di connessione, potrà comunque essere ammesso. Ma quanto alla possibilità di promuovere tutti con il 6 politico il ministro è stato finora contrario. (…) La questione riguarda soprattutto le superiori, dal momento che alle elementari non si boccia più e alle medie le percentuali di chi si ferma sono infinitesimali. I rappresentanti degli studenti vorrebbero eliminare la bocciatura: «Servirebbe una riflessione sulla valutazione — spiega Luca Redolfi del Forum delle associazioni studentesche — ci sono state troppe difficoltà di connessione e stress psicologico. Ma il ministro finora non ci ha incontrati». Che tutto non possa restare com’era prima del Covid lo pensa anche Patrizia Cocchi, preside del Vittorio Veneto di Milano: «Un conto è se si torna in presenza dopo Pasqua, un altro se si dovesse rimanere in Dad fino a maggio. Con le lezioni a distanza la valutazione è in molti casi impossibile: si possono valutare le competenze ma non le conoscenze. Certamente far passare per due anni di seguito studenti impreparati non ha senso. Forse si potrebbe rimandare lo scrutinio a ottobre dell’anno prossimo, dopo un paio di mesi di recupero, e a quel punto decidere chi passa e chi no». Un’idea simile a quella che ha proposto anche Giannelli. Tra l’altro permetterebbe di non «massacrare di verifiche» gli studenti a maggio, tranquillizzando questi ultimi i prof che temono di non avere abbastanza «voti» per la pagella: «Non c’è stata formazione degli insegnanti, è chiaro che non si può valutare a distanza come si fa in classe, ma i metodi ci sarebbero», spiega Elisabetta Nigris che ha guidato il gruppo che ha riformato la valutazione delle primarie. Professori e presidi sono preoccupati soprattutto per i ricorsi al Tar: «Potrebbero avere la strada spianata in un anno così», si preoccupa Costarelli. Comunque Bianchi ha tempo per decidere se cambiare i criteri per la promozione, ammorbidendoli un po’, o addirittura cancellarli. Grazie a una norma di dicembre non serve più una legge ma basta una sua ordinanza.

Abstract articolo di Gianna Fregonara

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