Decreto Covid: confermata la linea del rigore.

Fonte:  orizzontescuola.it – 31 marzo 2021

A vincere tra rigoristi e aperturisti sono i primi: dunque prolungamento delle attuali restrizioni fino al 30 aprile. Non ci sarà il passaggio automatico alle zone gialle e soprattutto maggiori aperture per alcuni settori produttivi come invocato dalla Lega. L’unica concessione riguarda la riapertura di ristoranti e bar a pranzo nelle zone dove il numero di contagi è sotto la soglia di 100 ogni 100mila abitanti. Tra le misure del nuovo decreto Covid ci dovrebbe anche essere il via libera ai concorsi della Pubblica amministrazione bloccati dall’emergenza dovuta alla pandemia. Per quanto riguarda la scuola il decreto prevede il ritorno in classe in zona rossa gli studenti fino alla prima media. Si dovrebbe confermare nelle aree arancioni la presenza fino alla terza media e la Didattica a distanza al 50 per cento (massimo 75 per cento) per le superiori. L’Italia rosso-arancione, per il resto, rimarrà in vigore fino al 30 aprile, quando in teoria si chiuderebbe lo stato d’emergenza, ma il condizionale rimane d’obbligo: tutto dipenderà dall’effettivo decollo della vaccinazione e dai suoi risultati. Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, attualmente, è la seguente.

area rossa: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Trentino, Puglia, Veneto, Toscana

area arancione: tutte le altre

Cosa succede a Pasqua

Da sabato 3 a lunedì 5 aprile, l’Italia sarà per legge tutta in rosso. Sarà permesso dalle 5 del mattino alle 22 della sera raggiungere nell’ambito della propria regione una sola abitazione di parenti o amici, una sola volta al giorno, massimo in due e accompagnati da figli minori di 14 anni. Resta in vigore, anche in zona rossa, la possibilità di raggiungere, da soli, persone non autosufficienti che necessitino di aiuto o assistenza, che non abbiano altre persone che possano occuparsene. Nelle zone arancioni, invece, fino al 2 aprile, e nella giornata del 6 aprile, le visite sono consentite, all’interno del proprio comune.

A Pasqua non sarà possibile pranzare al ristorante, ma sarà consentito l’asporto e la consegna a casa fino alle 22. Resta vietato consumare nei pressi del locale. L’asporto dai bar è invece permesso solo fino alle 18. (…)

Abstract articolo di Andrea Carlino

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