PROGETTO SCUOLA O LIBRO DEI SOGNI?

Dopo il flop del concorso mancheranno decine di migliaia di docenti e quale è il perno del progetto per la scuola strombazzato ieri ai quattro venti dal ministro dell’istruzione Bianchi? La scuola a tempo pieno in tutta Italia. Niente di meno. Una scuola aperta tutto il giorno, con ore di attività ricreative, artistiche e motorie e chi più ne ha e più ne metta, per aiutare i ragazzi a superare lo stress e i ritardi accumulati nei lunghi mesi di sospensione delle lezioni. Bello, bellissimo, da scuola dei sogni. Ma, appunto, più sogno che realtà. Se sospendiamo un attimo l’immaginifico scenario in cui è legittimo lasciarsi andare per qualche minuto di fronte a quanto prospettato dal ministro per tornare alla cruda realtà della situazione si palesa qualche dubbio diciamo di fattibilità. Per ricapitolare, cattedre vuote a parte, la situazione della scuola ci ripropone da mesi i seguenti problemucci: mancanza di insegnanti di sostegno, personale tecnico sotto organico, servizio di trasporti che non ha permesso di garantire accessi differenziati tanto è ridosso all’osso. Il corso per il sostegno, come abbiamo denunciato nei giorni scorsi, regalerà anche questo anno disagi e ritardi ed è quasi certo che coloro che si sano aggiudicati l’abilitazione non potranno essere inseriti nell’organico del prossimo anno. Il risultato del concorso della scuola è stato pari pari alla metà di quanto previsto, determinando un problema non da poco. Ben venga quanto prospettato dal ministro ma, visto che si farà fatica a garantire la normale attività di didattica mattutina, non è meglio concentrarci per assicurare il minimo sindacabile?

Alberto Barelli

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