Con il lockdown per i bambini meno attività motoria e più stress

Fonte: latecnicadellascuola.it – 1 aprile 2021

Dopo un anno di restrizioni, ragazzini e adolescenti hanno subito purtroppo una forte riduzione.

(…) Si alza forte il grido di allarme di pediatri e psicologi in difesa del mondo dei bambini e ragazzi piegati sempre più dai colpi di questa lunga emergenza sanitaria che li sta privando della loro vita “normale”, fatta di sana aggregazione, di partite di calcio, di competizione sportiva, di sport di attività fisica e di socializzazione che tanti sport di squadra sono in grado di favorire.

Torniamo sugli effetti di queste privazioni. I dati esposti dagli esperti parlano di incremento nell’uso di alcool e di stupefacenti. Altro rischio è collegato alla sovra-esposizione sui social: quello degli abusi in rete e degli adescamenti di minori.

(…) In aumento anche le situazioni di ansia, disturbi psicosomatici  e stress legate in alcuni casi a episodi di covid su familiari e parenti stretti. Crisi di pianto nei bambini piccoli della materna che fanno fatica a capire il nuovo contesto e del perché non posso stare a scuola con i propri compagni.

Dal punto di vista della riduzione dell’attività fisica con palestre, centri sportivi, calcio e altre attività ferme in zona rossa e con le due ore di scienze motorie saltate nei periodi di DAD, si cominciano a notare i primi sintomi di aumento di casi di obesità e sovrappeso ma anche di disturbi alimentari. Il rischio è che il covid porti via la speranza, la gioia di vivere, la felicità di muoversi e di fare attività fisica, di sentirsi giovani e spensierati dei nostri ragazzi.

Abstract articolo di  Dino Galuppi

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