Vaccino anti-Covid, l’odissea dei docenti “fragili”

Fonte:  orizzontescuola.it – 6 aprile 2021

I contagi da Covid rimangono alti, c’è chi ha diritto a vaccinarsi prima di altre categorie, ma non può. Perché vi sono casi in cui la burocrazia vince sulla ragione. È la storia paradossale, un racconto italian style, che il protagonista, un insegnante di una scuola superiore di Roma, ci ha raccontato alla ricerca disperata di una soluzione: colpito da qualche anno da una malattia importante, una patologia maligna, certificata con Legge 104 art. 3 comma 3 e poi comma 1, sta cercando da mesi di vaccinarsi senza successo. Dal momento che AstraZeneca gli è stato sconsigliato, dovrebbe allora ricevere la dose prodotta da Moderna o Pfizer. Ma questi due vaccini per lui diventa quasi “irraggiungibili”, mentre nel frattempo il docente deve recarsi al lavoro, a scuola, perchè la sua patologia non è tale da giustificare lo smart working, anche in tempo di pandemia. Sicuramente è un lavoratore “fragile” ma il suo codice di esenzione, lo 048, non è contemplato tra quelli dei malati fragili utili per la prenotazione on line. (…) La soluzione è rivolgersi direttamente all’ospedale dove è in cura per la sua patologia, ma la struttura è collocata in una regione diversa da quella dove risiede. L’ultima “spiaggia” è allora il medico di base, che segnalerà l’impellenza alla Asl: il docente viene quindi collocato nella lista dei malati “fragili” che lo stesso medico invia alla Asl. Dopo settimane nessun funzionario della Asl ha mai risposto. (…) La domanda da fare pubblicamente è allora semplice: quando arriverà il momento di chiamare questo insegnante a vaccinarsi e a rendere la sua vita già complicata per la malattia che deve combattere? Perché un cittadino a cui il Covid-19 potrebbe creare reazioni maggiori di altri, deve attendere così tanto tempo ed esporsi quindi ad un rischio così grande? Qualcuno dovrebbe rispondere: il tempo dell’attesa è scaduto.

Abstract articolo di Alessandro Giuliani

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