Quali scuole riaprono oggi

Fonte: ilpost.it – 7 aprile 2021

Oggi, mercoledì 7 aprile, ripartono le lezioni in presenza in molte scuole in tutta Italia in base al decreto legge approvato dal governo lo scorso primo aprile. La riapertura delle scuole in presenza varia in base al colore delle regioni, ovvero della fascia di rischio epidemiologico. La lezioni in presenza riprendono fino alla prima media in tutta Italia, sia nelle regioni in zona rossa che in quelle in zona arancione (fino al 30 aprile le zone gialle verranno considerate zone arancioni). Nelle zone rosse invece dalla seconda media in poi tutte le lezioni si svolgono a distanza, mentre nelle regioni in zona arancione le scuole aprono per la didattica in presenza per tutti gli alunni fino alla terza media. Nelle regioni in zona arancione le scuole superiori garantiranno la didattica in presenza ad almeno il 50 per cento dei propri alunni, con un massimo del 75 per cento. Da oggi torna quindi in classe gran parte degli studenti italiani, quasi il 66 per cento degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie, che il DPCM approvato a inizio marzo aveva chiuso per ogni ordine e grado in zona rossa. Il 26 marzo, annunciando le riaperture, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva spiegato che le restrizioni adottate a marzo avevano rallentato i contagi da coronavirus, consentendo quindi di iniziare a riaprire gradualmente le scuole. Draghi aveva affermato che la scuola di per sé è causa limitata di contagio, in presenza delle altre restrizioni, e che lo sono in misura sensibilmente maggiore le attività collegate, dal trasporto scolastico al doposcuola. «Più si alza l’età scolastica, più queste attività aumentano», aveva detto per spiegare il motivo del limite alla prima media. Pur senza citarlo direttamente, secondo molte ricostruzioni giornalistiche, il governo aveva basato la sua decisione  su uno studio pubblicato lo stesso 26 marzo da Lancet Regional Health – Europe, su cui però ci sono parecchi dubbi. In base al nuovo decreto legge i presidenti delle Regioni o delle Province autonome non potranno più decretare chiusure più rigorose delle scuole. La sola deroga concessa dal decreto legge è «in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica». Questa deroga può essere adottata dopo aver consultato le autorità sanitarie competenti.

Abstract articolo di Lorena Loiacono

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