Sasso: “Meno verifiche, si valuti la globalità”

Fonte: latecnicadellascuola.it – 14 aprile 2021

Gli studenti devono essere valutati per la globalità del percorso formativo, non attraverso un eccesso di singole verifiche. Così si è espresso il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, commentando le parole della preside del liceo romano Righi, Monica Galloni che “rende onore al merito di centinaia di migliaia di insegnanti che hanno lavorato dal primo giorno di pandemia con scarsi mezzi, tanta buona volontà per non interrompere quel legame forte, insito nella comunità scolastica tra docenti ed alunni”. Galloni ha aggiunto: “traggo spunto dall’intervento della Galloni per invitare il corpo docente, nel rispetto dell’autonomia degli insegnanti, a non pretendere verifiche e tanti compiti. Perché educare significa ricondurre a sé. Mi colpisce positivamente la circolare di una addetta ai lavori come la Dirigente del Righi: lo studente che esce da un periodo così difficile deve essere valutato al di là del nozionismo. Nella sua globalità. Gli insegnanti devono tenerne conto”.

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“La dad è un surrogato, comporta situazioni come quella di Verona ma sono casi isolati. Piuttosto io mi sento di dire grazie a tutti gli insegnanti che con un ripiego hanno onorato il proprio servizio e fatto il massimo. La dad ha avuto le sue storture ma i docenti conoscono i loro allievi e si rendono conto se un ragazzo sta leggendo. Confidiamo che in futuro la didattica digitale ed integrata sia affrontata in maniera diversa, con un’opportuna formazione degli insegnanti”.

“Sottolineo favorevolmente questa preside che con onestà intellettuale nel ridare merito alla categoria” ha annunciato l’istituzione e la consegna in pubblico di premi ai ragazzi a fine anno scolastico per il lavoro svolto: “ha promosso una notizia positiva. Il premio fa bene. Andrebbe dato anche agli insegnanti di ogni ordine e grado che sono stati in trincea senza sosta. La politica può farlo in modo concreto garantendo risorse alla comunità scolastica, col cuore rivolto al primo settembre e facendo concludere l’anno per tutti in presenza a maggio. Sarebbe un messaggio positivo e di speranza”.

Abstract articolo di Redazione

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