A SCUOLA DI VIDEGIOCHI

Finalmente una bella notizia per gli studenti. Eliminate le classi pollaio? Potenziati i servizi di trasporto? Aggiornati computer e strumenti digitali?

Non chiediamo così tanto. A quanto è dato capire, il muovo anno scolastico si aprirà con tutti i problemi ancora irrisolti. Però in classe ci sarà un’occasione per divertirsi.

La grande novità del nuovo anno scolastico, infatti. è che i videogiochi diventeranno strumento didattico.

Dell’idea si parla da qualche tempo e ieri il ministro per le politiche giovanili Fabiana Dadone ha confermato la volontà di andare avanti su questa strada e di concretizzare il progetto a partire da settembre:

«Il videogioco può essere una modalità diversa di imparare per i ragazzi»

ha dichiarato Dadone, che ha evidenziato i tanti ambiti di impiego. Attraverso i videogiochi potranno essere insegnate le lingue straniere ma anche materie come l’archeologia e la storia.

Il ministro ha anche spiegato che si punterà al coinvolgimento delle aziende produttrici di videogames. Questa è davvero una bella notizia. L’accenno all’eliminazione della classi pollaio, che è rimasto nel cassetto, non è stato fatto a caso e neppure quello relativo al potenziamento dei trasporti.

Tutti si stanno infatti rendendo conto che il nuovo anno inizierà con le emergenze ancora aperte. La bella notizia relativa a questa chiamiamola prospettiva ludica è che dovrebbero entrare in gioco appunto le aziende produttrici. Sono notoriamente più serie di governi e ministeri ed è quindi lecito sperare che questa volta non si resti delusi. Idea idea: ma se si mandassero i dirigenti ministeriali a fare degli stages di formazione in queste aziende? Magari la soluzione dei problemi resterebbe una fantasia, come quella delle migliori serie dei grandi giochi di ruolo.

Ma magari un po’ di concretezza in più e l’abbandono del burocratese in circolari e direttive potrebbe essere ottenuto. Potrebbero essere presi spunti anche per il potenziamento della Dad. Notoriamente le piattaforme per la modalità di gioco online sono più affidabili di quelle in cui si sono dovuti cimentare insegnanti e studenti, non sempre con ottimi risultati.

In caso di ritorno della pandemia, prendere esempio per assicurare sistemi per la didattica a distanza più evoluti potrebbe portare i suoi benefici.

Diretto Dott. Alberto Barelli

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