Scuola, didattica a distanze e assenze: presidi preoccupati per l’aumento dei bocciati. Alunni respinti anche nelle primarie

Fonte: Il Fatto Quotidiano – 6 luglio 2021

Abstract articolo di Alex Corlazzoli

La didattica a distanza ha lasciato molti feriti sul campo di battaglia della scuola. Non ci sono ancora dati ufficiali ma ai vertici di viale Trastevere sono consapevoli che i bocciati quest’anno sono superiori all’anno 2018/2019 (quando alle superiori la media era di due promossi su 3).

Dai collegi docenti svolti in questi giorni da tutti gli istituti, di ogni ordine e grado, emerge un dato che non lascia spazio a fraintendimenti: nella scuola dell’obbligo sono incrementate le non ammissioni, soprattutto alle medie ma anche alla primaria.

Alla secondaria di secondo grado, invece, piuttosto che bocciare si è scelta la strada del debito evitando di fermare gli alunni.

A pagarla sono stati soprattutto i ragazzi del biennio delle superiori, i bambini delle prime classi delle elementari e quelli delle medie che dovevano essere fermati lo scorso anno ma che grazie alla decisione dell’allora ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di ammettere tutti, hanno continuato il loro percorso scolastico pur non avendo i requisiti necessari per affrontarlo.

Nessun preside se la prende con il nuovo inquilino di viale Trastevere, Patrizio Bianchi, che ha reintrodotto la possibilità di non ammettere gli studenti alla classe successiva ma nemmeno attaccano Lucia Azzolina, consapevoli che l’emergenza pandemica ha preso alla sprovvista la scuola.

Il confronto, chiaramente, va fatto con l’anno scolastico 2018/2019 e in molti casi emerge che l’incremento dei bocciati c’è stato.

La previsione che possiamo fare è che non si tratta di un aumento notevole ma comunque significativo e chiaramente dettato dalla didattica a distanza. Il più pessimista tra tutti è Cesare Moreno che il maestro non lo fa a scuola ma tra le strade di Napoli: “E’ indubbio che il numero dei non ammessi di quest’anno sarà raddoppiato rispetto all’anno prima del Covid.

Proprio oggi ho parlato con una ragazzina che aveva recuperato ma non è stata ammessa per i giorni di assenza. Non c’è stata da parte degli insegnanti alcuna considerazione nei confronti di questo periodo davvero speciale. I docenti italiani hanno la testa fatta male e non sanno lavorare insieme nemmeno di fronte a decisioni importanti come quella di fermare o meno un allievo. In nome della parità di trattamento tagliano teste”. Moreno non nasconde nemmeno un altro fenomeno:

“Bisogna dire che molte promozioni sono state fatte solo per mostrare i numeri positivi della propria scuola”.

A supportare la riflessione di Moreno sono presidi della Sardegna, dell’Emilia Romagna, della Lombardia e della Sicilia. Un fenomeno che non ha distinzioni tra Nord e Sud. Fabiola Martini dirige l’istituto comprensivo “Diaz” di Olbia e ritiene scontato il fatto che quest’anno ci sia stata qualche bocciatura in più:

“Abbiamo pagato lo scotto della chiusura fatta l’anno scorso e della promozione per tutti. Abbiamo mandato avanti alunni che non avevano i prerequisiti necessari e alla fine si è arrivati alla resa dei conti”.

Dalle parole ai numeri dell’istituto comprensivo uno di San Lazzaro (Bologna) guidato da Daniela Turci: se nel giugno 2019 nessuno alle medie era stato bocciato, quest’anno i professori hanno preferito fermare quattro ragazzi che avevano un numero di assenze superiore a quello previsto dai regolamenti della scuola:

“La scuola ha fatto il possibile. Ha chiamato i genitori; ha fatto intervenire i servizi sociali. I vigili sono andati a casa delle famiglie ma alla fine questi alunni non sono tornati in classe”,

racconta la preside.

Anche all’istituto “Giovanni Falcone” nel quartiere Zen di Palermo il quadro di quest’anno è a tinte fosche rispetto al passato. A confermarlo è la dirigente Daniela Lo Verde, contraria alle bocciature ma costretta a fronte dei danni lasciati da questi due ultimi anni a fermare dei bambini di seconda elementare: nel 2018/19 nessun bocciato così nel 2017/18; quest’anno ben sei bambini di seconda sono stati fermati.

Si tratta di alunni che a sette anni non sapevano ancora leggere e scrivere.

“Fare una vera e propria didattica in questi due anni è stato complicato. Spesso abbiamo chiesto ai genitori di fare i maestri ma non tutti erano in grado”.

Stessa musica alle medie del “Falcone”: cinque bocciati mentre nel 2018/2019 neanche mezzo.

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