Insegnanti non vaccinati: se duecentomila vi sembran pochi

Mancano oltre duecentomila insegnati all’appello della vaccinazione anti-Covid. E non è la sola brutta notizia che fa intravedere un rientro a scuola pieno zeppo di problemi e criticità.

Imperversano infatti le polemiche sulle classi pollaio e sulla proposta di classi per vaccinati, sulla Dad e addirittura anche attorno all’aula di sostegno si sta scatenando la diatriba tra favorevoli e contrari.

Che la situazione sia seria lo dimostra l’appello lanciato dall’associazione dei presidi, preoccupata innanzitutto per l’incertezza in merito alle misure anti-Covid. Parla chiaro il titolo di Tg5.com:

“Vaccini, è già caos sul rientro a scuola”

C’è veramente poco da aggiungere. A poche settimane dall’apertura del nuovo anno questo non è il solo motivo di preoccupazione in fatto di emergenza sanitaria. Per parlare chiaro, non ci sembra proprio un bello spettacolo lo scambio di dichiarazione tra il ministro dell’istruzione Bianchi e i vertici del Comitato tecnico scientifico.

“Chiederemo una precisazione al Cts. Lavoriamo per una scuola in presenza, senza se e senza ma”

ha dichiarato Bianchi. Al di là del merito, il tutto è poco rassicurante.

La questione vera è una: possibile che in un frangente del genere non si sia riusciti a instaurare un clima di tranquillità, per dare un segnale di incoraggiamento al mondo della scuola e all’intero paese? Il brutto segnale dell’esito disastroso del Concorso delle materie scientifiche diventa così lo specchio dei tempi. La scuola continua a essere imbrigliata dalle complicate procedure burocratiche, delle quali la cervellotica prova d’esame con la quale si sono dovuti misurare gli aspiranti docenti è la perfetta testimonianza.

Il risultato è che stiamo assistendo a una marea di bocciature, che daranno il via a una valanga di ricorsi. Ma a essere bocciata è la politica scolastica, a partire dalla gestione dei vaccini.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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