LA SCUOLA E LA DISFIDA DELLE CHAT

Chat si, chat no. Intanto il risultato della diatriba scatenata dalla proibizione di Whats App nelle scuole del Lazio è un aumento dei messaggi in chat. Decine di messaggi in più, per cercare di capire se le chat potranno essere ancora usate oppure no.

Se anche per la scuola non fosse un momento così tragico, tra guerra, emergenza sanitaria e riforme e controriforme, ci sarebbe da ridere. Appare infatti incredibile che, con tutti i problemi che incombono sul mondo della formazione, si debba assistere alla disfida delle chat. Eppure così è.

IL DIVIETO DEI PRESIDI

A dare fuoco alle polveri è stata l’Associazione dei presidi del Lazio, che nelle scorse settimane ha annunciato il provvedimento di massa al bando di Whats App. Alla base della decisione ci sono le proteste degli insegnanti per l’invasione dei messaggi di studenti ma, soprattutto, dei genitori. Sembra infatti che i più indisciplinati siano proprio i genitori, che tempesterebbero i poveri insegnanti a tutte le ore, per i motivi più assurdi e banali.

La decisione dei presidi però non è piaciuta per niente agli studenti. Un fatto del resto prevedibile, crescendo oggi i ragazzi a pane e social. Il risultato di un sondaggio promosso nei giorni scorsi da orizzontescuola.it è che nove ragazzi su dieci bocciano il divieto.

Ma il sistema di messaggistica, in verità, continua a essere ritenuto utilissimo per le comunicazioni ufficiali dagli stessi insegnanti. Così, a fianco degli studenti, si stanno schierando anche parte dei docenti, per non parlare dei genitori.

REGOLE NON DIVIETI

Qualcuno sta timidamente provando a fare presente che la soluzione potrebbe consistere nello stabilire regole certe, per arginare gli abusi. Speriamo che si arrivi a questa soluzione. Così che studenti, insegnanti, genitori possano presto tornare a concentrarsi sulle questioni della didattica, mancando tra l’altro poco alla fine dell’anno scolastico.

Certo una scuola che non è in grado di imporre l’educazione ai genitori, qualche interrogativo sulla capacità di saper formare i ragazzi lo pone.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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