BERMUDA E SCUOLE “FREEE GENDER”: INFURIA LA POLEMICA

“(…) un Paese che può occuparsi di bermuda e canottiere è un luogo molto fortunato”

scrive a proposito delle polemiche che stanno attraversando il modo della scuola Claudia de Lillo (La Repubblica, 24 maggio). Più volte abbiamo avuto occasione di esprimere lo stesso concetto ma ora sembra proprio che ci risiamo.

A fare infuocare il clima questa volta è la diatriba sui ragazzi in canottiera, mentre non meno energia viene dedicata alla vicenda delle scuole che hanno istituito il «registro gender free».

Tra graduatorie, concorsi e i problemi relativi alla chiusura dell’anno scolastico – rischio blocco degli scrutini compreso – sembra incredibile che dirigenti scolastici e insegnanti si occupino di questioni che appaiono non proprio fondamentali. Ma così è.

Veniamo alla querelle sulle canottiere. A spingere i ragazzi a presentarsi a scuola con abiti corti non è solo il caldo torrido di queste settimane ma l’imposizione dell’impiego delle mascherine.

Con le mascherine addosso, questa è la denuncia, il clima in classe è invivibile. Indossare vestiti da spiaggia è diventata pertanto la risposta a una situazione definita non accettabile da studenti e insegnanti. Come non bastasse ad animare gli animi sono stati i richiami dei presidi, che non sempre ci sono andati leggeri.

A tenere banco è la frase, divenuta celebre, postata da un docente: “Questa zoccoletta avrà quel che si merita non appena troverà un superiore nella sua vita lavorativa”. Apriti cielo.

Non meno clamore sta suscitando la vicenda delle scuole “free gender”. Appena si è sparsa la notizia si sono susseguite le prese di posizioni di singoli genitori e associazioni.

Ovviamente non entriamo nel merito. Uno degli aspetti su cui si focalizza l’attenzione è relativo alla legittimità del provvedimento. La possibilità di poter indicare un sesso diverso da quello riportato nella carta di identità non trova legittimazione in alcuna norma. Questa è la considerazione principale in base alla quale gli oppositori chiedono l’annullamento del provvedimento.

Come è prevedibile le polemiche su entrambe le questioni andranno avanti un pezzo, Evidentemente i problemi veri possono aspettare.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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