LINEE GUIDA IMPOSSIBILI PER IL RIENTRO A SCUOLA

Risolvere casi impossibili. E’ evidentemente la nuova qualità richiesta ai presidi per ottemperare alle proprie funzioni. Tipo applicare le nuove linee guida per il rientro in classe per fare fronte al Covid. Linee guida generiche, nebulose e, soprattutto, irrealistiche. Tanto da essere appunto giudicate impossibili da applicare dall’Associazione nazionale presidi.

Prima mission impossible: individuare gli studenti e il personale “a rischio”.

La circolare prevede che in caso di recrudescenza della pandemia dovrà essere imposto l’uso della mascherina agli alunni e al personale definito “a rischio”. Peccato che non si capisca con quale criterio si possano definire i casi a rischio. Soprattutto non ci sono gli strumenti per poter monitorare la situazione.

Seconda mission impossible: garantire il distanziamento.

In caso di contagi la disposizione è di garantire il distanziamento tra gli studenti di un metro. Facile a dirsi ma impossibile a farsi se si deve gestire una classe pollaio con oltre venti studenti. Per i presidi il problema è che per azzerare le classi pollaio è stato fatto ben poco. “Dopo quasi tre anni di epidemia – spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associzione nazionale presidi di Roma – ancora non ci si rende conto che parecchi studenti sono stati obbligati alla didattica a distanza perché molto aule non permettevano il distanziamento. La situazione in gran parte è rimasta immutata”.

TERZA MISSION IMPOSSIBLE: GARANTIRE L’ACCESSO UNICO CON TRASPORTI INSUFFICIENTI

Dal prossimo anno è stato ripristinato l’ingresso unico. Peccato che il servizio trasporti sia rimasto lo stesso, quindi inadeguato a far fronte a un aggravarsi dei casi di contagio.

QUARTA MISSION IMPOSSIBLE: AREAZIONE DELLE AULE.

Quale forma di prevenzione si raccomanda l’areazione delle aule. Peccato che in nessuna scuola, per ovvie ragioni economiche, sia stato realizzato un sistema adeguato di ventilazione. La soluzione indicata nelle Linee guida è quella di aprire le finestre. Facile a farsi a settembre. Più complicato per i presidi sarà convincere ad aprire le finestre a dicembre magari quando nevica. Ancora più complicato, se non impossibile, convincere studenti e studentesse a presentarsi a scuola con il colbacco.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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