Cooperative learning

Esistono numerosi strumenti interattivi che aiutano i docenti a coinvolgere i propri alunni e includerli a fondo nelle dinamiche di apprendimento.

Questi strumenti rientrano nella cosiddetta “didattica attiva“, che ha l’obiettivo di rendere partecipi e più responsabili gli alunni, considerati come agenti attivi che non devono essere solo riempiti di nozioni.

Non solo, quindi, questi strumenti, come appunto il cooperative learning, riescono a includere gli alunni nel contesto della lezione, ma possono mettere le basi anche per lo sviluppo di rapporti reciproci costruttivi.

L’obiettivo di una lezione attiva, in altre parole, è quello di implementare in termini quasi sperimentali e pratici dei contesti di apprendimento orientati non all’accumulazione di conoscenze ma all’integrazione di queste entro esperienze di apprendimento coinvolgenti e personali, creative e responsabili per le quali l’alunno cresce e cresce il suo livello di autonomia nella rielaborazione dei contenuti e delle abilità acquisiti.

Interazioni dinamiche, animazioni, role-playing, attivazioni del corpo, cooperative learning: queste le tecniche che un insegnante può introdurre nelle sue lezioni per sollecitare parti diverse del cervello, alzando il livello di attenzione e di curiosità dell’alunno, stimolando il sistema nervoso e riducendo i momenti in cui la sola parola monocorde produce pensieri fluttuanti e vaghi.

Mappe e tecniche che provengono dalla psicologia sociale, dalla neurobiologia interpersonale e dalla pedagogia attiva.

Il ruolo del docente, in questo contesto, si “riduce” a quello di facilitatore dell’apprendimento, di mediatore, che si pone in mezzo, tra gli alunni e le possibili difficoltà che questi possono incontrare lungo il percorso dell’apprendimento.

L’insegnante, insomma, resta un passo indietro, per intervenire solo laddove necessario a reindirizzare l’alunno, il quale resta il protagonista assoluto dei processi apprenditivi.

Gaia Lupattelli

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