LA DENUNCIA DEI PRESIDI: TROPPE SCUOLE AL FREDDO

Si surriscalda la polemica attorno alle scuole e, in questo caso, verrebbe da dire bene.

Il problema, infatti, è proprio la temperatura troppo fredda che rende difficile per molti studenti studiare in condizioni normali.

Stando alla denuncia del presidente dell’Associazione presidi del Lazio Mario Rusconi c’è però poco da scherzare: le scuole senza riscaldamento sarebbe addirittura 3 su 10 e la questione interesserebbe quindi decine di migliaia di studenti.

POLEMICA SUI DATI

Sui dati è però polemica. Per gli amministratori i numeri prospettati da Rusconi sarebbero assolutamente sovrastimati e i casi critici sarebbero invece esigui.

“Le segnalazioni sono arrivate dai miei colleghi a macchia di leopardo da tutti i municipi”, ha sottolineato Mario Rusconi nella sua denuncia.

Mentre “Da quando abbiamo acceso i riscaldamenti su 1200 scuole abbiamo avuto solo dieci segnalazioni” controbatte Ornella Segnalini, assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture.

“Sappiamo che i nostri edifici hanno termosifoni e reti distribuzione vecchi. Risalgono agli anni Settanta/Ottanta, – aggiunge l’assessore – ma proprio per questo facciamo, prima dell’accensione, un’attività preventiva per verificare che tutto funzioni”.

Le smentite degli amministratori non convincono il rappresentante dei presidi che punta il dito sui continui guasti agli impianti.

“Le segnalazioni sono arrivate dai miei colleghi a macchia di leopardo da tutti i municipi, dal I al IX fino al XIII. – ribatte Rusconi – È mancata la manutenzione, alcuni impianti vanno in blocco, sono troppo vecchi.

La maggior parte degli edifici risale a meno degli anni Settanta.

Serve avere una calendarizzazione degli interventi e più controllo da parte dei municipi.

A noi risulta che spesso i ragazzi restano al freddo nel bel mezzo di una lezione”.

Insomma le posizioni restano lontane e, tanto per cambiare, è difficile capire l’effettiva realtà delle cose. L’augurio è che la polemica contribuisca a interventi più tempestivi e a maggiori controlli.

E chissà che non si arrivi a un piano di ammodernamento degli impianti.

Se non sarà la solerzia degli amministratori sarà il caro bollette a imporre una marcia in più.

Intanto, con la neve in vista, è meglio che gli studenti si attrezzino con maglioni e cappotti.

Alberto Barelli

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