IL PARADOSSO DELLA SCUOLA: CALANO GLI ISCRITTI, AUMENTANO LE CLASSI POLLAIO

Crollano le iscrizioni dei nuovi studenti ma le classi sono sempre più sovraffollate. E’ questa la contraddizione con la quale si trova a fare i conti il mondo della scuola.

I numeri parlano chiaro.

I dati relativi all’anno scolastico 2021/22 dicono che gli istituti hanno registrato ben 121mila alunni in meno. L’anno precedente la flessione ha riguardato 100mila unità. Sul versante delle classi a settembre la riduzione è stata di 2.545 unità. L’aspetto curioso è che le conseguenze della denatalità sono solo negative, mentre non si concretizzano i possibili effetti positivi, come la possibilità per gli insegnanti di seguire un minor numero di studenti.

SOPPRESSIONE DEGLI ISTITUTI

Solo questo anno sono stati chiusi 115 plessi, passando dai 40.581 dell’anno 2021/22 agli attuali 40.466. Nell’ultimo decennio le sedi scolastiche chiuse sono state 2.600. A questa realtà è si potrebbe aggiungere l’accorpamenti di ben 700 istituti.

CRESCE LA MEDIA DEGLI STUDENTI PER CLASSE

Nessun effetto invece rispetto al rapporto studenti-docenti. Anzi, la percentuale delle classi pollaio è cresciuta. Le classi con oltre 27 alunni sono salite di oltre duecento unità. Nel complesso le classi con circa 30 studenti riguardano 65mila ragazzi.

Vista dalla parte degli insegnanti significa lavorare in condizioni di grave disagio. Gestire una classe di circa trenta ragazzi è infatti davvero complicato, anche in considerazione del lavoro portato a casa, come la correzione dei compiti.

NEL MIRINO I PARAMETRI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI

Il dito è puntato contro gli attuali parametri di riferimento per la costituzione delle classi, introdotti dal Dpr 81, approvato nel 2009. Se non verrà messa a punto una modifica sostanziosa del provvedimento, non si potranno nutrire speranze nemmeno sui progetti previsti dal Pnrr. A subire le conseguenze della situazione, come spiegano i sindacati, sono soprattutto gli studenti con disabilità.

Alberto Barelli

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