SCUOLE AL FREDDO: GLI STUDENTI CHIEDONO LA DIDATTICA A DISTANZA.

Freddo siderale in classe. E’ il problema che rischia di trasformarsi in emergenza. Si, da Nord a Sud d’Italia si fanno sempre più vivaci le proteste di studenti e insegnanti per le basse temperature delle aule.  Da più parti viene quindi avanzata la proposta di sospendere la didattica in presenza, per poter seguire le lezioni in casa al calduccio.

IMPIANTI VECCHI

La motivazione è semplice: i termosifoni restano chiusi in sempre più istituti anche a fronte di temperature appena sopra lo zero. Le motivazioni, costi del gas a parte, sono determinate anche dall’impossibilità di attivare gli impianti, per i quali sarebbero necessari interventi straordinari costosissimi.

Emblematico è il caso di un istituto di Torino, dove è in corso un braccio di ferro tra studenti e dirigente.

Nel caso in questione la polemica si tinge di giallo. Secondo la dirigente in molte classi i termosifoni sarebbero stati chiusi di proposito.  La stessa ha ridimensionato l’entità del problema, affermando che, nonostante i lavori di ristrutturazione in corso, la temperatura non sarebbe mai scesa sotto i 17 gradi.

CHIESTA LA DAD

A parte il caso specifico, il problema nella maggior parte dei casi è reale e, soprattutto, senza soluzioni immediate. E’ in queste situazioni che sta montando la protesta e la richiesta della Didattica a distanza.

Come viene ricordato, ai tempi del Covid la didattica è stata sospesa anche per un anno intero, quindi un paio di mesi in Dad non sarebbero la fine del mondo.

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