l dibattito istituzionale concernente l’impatto dei dispositivi digitali e delle piattaforme social sullo sviluppo psicologico dei minori ha condotto alla formulazione di una proposta di legge finalizzata a regolamentare l’accesso ai servizi della società dell’informazione, assegnando contestualmente nuove funzioni educative alle istituzioni scolastiche.
Contenuti della proposta di legge
Un’indagine statistica condotta dalla testata specializzata La Tecnica della Scuola, basata su un campione di oltre 2.100 l testo normativo prevede il divieto assoluto di iscrizione e utilizzo delle piattaforme social per i minori di anni 15. Per la fascia anagrafica compresa tra i 15 e i 18 anni, l’accesso è subordinato al consenso espresso degli esercenti la responsabilità genitoriale. Al fine di garantire l’efficacia del provvedimento, viene introdotto l’obbligo per i gestori delle piattaforme di implementare sistemi rigorosi e verificabili di accertamento dell’età degli utenti, in conformità con la normativa europea sulla protezione dei dati personali.
Integrazione dei programmi scolastici
La proposta legislativa attribuisce alla scuola la responsabilità di ridefinire l’offerta formativa attraverso l’introduzione di moduli obbligatori dedicati all’educazione digitale. Tali percorsi formativi non vertono sull’uso tecnico dei dispositivi, bensì sui seguenti profili critici:
- Funzionamento degli algoritmi e logiche di profilazione dei contenuti;
- Prevenzione e gestione della dipendenza da schermo;
- Tutela del diritto alla riservatezza e della sicurezza dei dati personali;
- Contrasto ai fenomeni di cyberbullismo e ai discorsi d’odio online (hate speech);
- Consapevolezza degli effetti dei dispositivi digitali sui ritmi biologici e sul benessere psicofisico.
È inoltre prevista l’istituzione di un Osservatorio nazionale con il compito di monitorare nel tempo gli effetti sociali e psicologici derivanti dall’applicazione delle nuove norme sui minori.
Motivazioni di ordine sociosanitario
L’intervento normativo trae origine dalle evidenze scientifiche che correlano l’abuso dei social media a incrementi significativi degli stati d’ansia, a fluttuazioni dell’autostima e a deficit di attenzione nello studio. Nei casi di maggiore gravità, la dipendenza tecnologica favorisce il fenomeno dell’isolamento sociale volontario, assimilabile alla sindrome di Hikikomori, caratterizzata dal ritiro dal contesto reale a favore di una socialità esclusivamente virtuale.
Sara Appolloni




