La digitalizzazione della scuola italiana ha compiuto un passo avanti decisivo, trasformando quello che era nato come un espediente emergenziale in uno strumento strutturato, flessibile e normato. Il passaggio definitivo è stato sancito con il recepimento dell’articolo 44, comma 6, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca, che ha aperto le porte allo svolgimento da remoto non solo delle riunioni informative, ma anche delle attività collegiali con carattere deliberativo.
Il quadro si è completato con l’emanazione della Nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito numero 3803 del 30 giugno 2026. Questo documento, nato a seguito del confronto con le organizzazioni sindacali, ha fornito le linee guida tecniche e organizzative vincolanti per rendere giuridicamente valide le sedute online a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Il quadro normativo attuale
Fino al recente accordo, le scuole potevano svolgere online principalmente le riunioni non deliberanti, come i coordinamenti o la programmazione didattica. Le nuove disposizioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito permettono ora a qualsiasi organo collegiale, dal Consiglio d’Istituto al Collegio dei Docenti, passando per i Consigli di Classe, i Gruppi di Lavoro Operativi per l’inclusione (GLO) e i comitati di valutazione, di riunirsi e assumere decisioni a distanza dotate dello stesso identico valore giuridico delle sedute in presenza.
Tuttavia, tale transizione non è automatica. La normativa stabilisce che l’adozione delle modalità telematiche sia una facoltà e non un obbligo. Il Contratto Collettivo definisce il diritto sindacale al lavoro da remoto, mentre la nota ministeriale del 2026 fissa i requisiti operativi, ma l’applicazione concreta è sempre subordinata a una formale approvazione interna alla singola istituzione scolastica.
L’adempimento obbligatorio: l’aggiornamento del Regolamento d’Istituto
Per poter svolgere una riunione deliberativa da remoto, il Consiglio d’Istituto deve approvare una formale modifica al Regolamento d’Istituto, inserendo una sezione o un apposito regolamento per le sedute telematiche. I vecchi regolamenti adottati nel periodo della prima emergenza sanitaria non sono più considerati sufficienti o conformi, poiché non risultano allineati alle stringenti tutele tecniche e di protezione dei dati concordate nel 2026.
Un regolamento scolastico aggiornato deve disciplinare tassativamente alcuni punti chiave. Innanzitutto l’ambito di applicazione, ovvero l’elenco chiaro di quali organi interni possono riunirsi a distanza e i criteri con cui il Dirigente Scolastico sceglie tra presenza e modalità telematica. C’è poi la modalità di convocazione: la lettera deve indicare esplicitamente il link di accesso, la piattaforma utilizzata e le modalità di ricezione dell’ordine del giorno. Ciascun partecipante deve accedere tramite credenziali personali e non condivisibili, come l’account istituzionale o i sistemi di identità digitale, per garantire la certezza delle presenze e permettere la corretta verifica del quorum costitutivo.
Il regolamento deve anche assicurare il diritto di parola, garantendo che la piattaforma scelta offra a ogni membro la piena libertà di espressione testuale, audio e video. Vanno poi normati il trattamento dei dati e la privacy, con il divieto assoluto di registrare le sedute se non per esclusive e temporanee finalità di verbalizzazione da parte del segretario. Infine, il testo deve prevedere la gestione dei malfunzionamenti tecnologici, stabilendo cosa accade in caso di blackout della linea o problemi tecnici individuali o collettivi, come l’eventuale sospensione della seduta o il rinvio se viene a mancare il numero legale.
Il nodo cruciale: il voto digitale e i requisiti della piattaforma
L’aspetto più delicato della nuova normativa riguarda la sicurezza e l’integrità delle votazioni. Per l’approvazione delle delibere non è più possibile affidarsi al semplice calcolo visivo delle mani alzate in videochat o all’uso di chat aperte non certificate.
I sistemi informatici adottati dalle scuole devono garantire l’unicità del voto, impedendo a un utente di esprimere più di una preferenza. Devono inoltre assicurare la tracciabilità nelle votazioni palesi, consentendo di verificare l’effettiva espressione del voto da parte dei presenti. Nel caso in cui l’ordine del giorno riguardi persone, come l’elezione di un comitato o provvedimenti specifici, il software deve tassativamente consentire lo scrutinio segreto, disaccoppiando l’identità dell’elettore dalla preferenza espressa per tutelare l’anonimato.
Vantaggi di un modello ibrido e sostenibile
Il consolidamento normativo delle riunioni online offre enormi benefici organizzativi alla comunità scolastica. Riduce gli spostamenti fisici sistematici dei docenti, spesso impegnati su più plessi o pendolari, ottimizza i tempi della burocrazia scolastica e favorisce una più ampia partecipazione dei rappresentanti dei genitori all’interno dei consigli. Resta fermo il principio che la scuola rimane un’istituzione basata sulle relazioni umane, e la normativa lascia ampia autonomia alle istituzioni per alternare in modo equilibrato i momenti da remoto alle attività che richiedono necessariamente il confronto empatico in presenza.
Sara Appolloni




