Il rinnovo contrattuale firmato il 1° aprile ha portato indubbiamente una ventata di novità e i primi arretrati, ma c’è un tema che continua a pesare sulle tasche di molti colleghi: il caro-vita per chi lavora lontano dalla propria residenza.
Il problema dei costi per i “fuori sede”
Spostamenti quotidiani chilometrici o affitti in città lontane erodono gran parte dello stipendio. Nonostante il riconoscimento del problema a livello sindacale, al momento non esistono misure strutturali (come indennità di trasferta o bonus specifici) per compensare queste spese.
● La difficoltà: Introdurre indennità aggiuntive per chi lavora lontano da casa è complesso sia per ragioni finanziarie che per nodi normativi legati all’equità retributiva tra i diversi territori.
● Il divario: Sebbene siamo alla firma del terzo contratto in due anni, gli aumenti non riescono ancora a coprire totalmente l’inflazione e il divario con altre categorie della Pubblica Amministrazione rimane evidente.
Buoni pasto e assicurazione sanitaria
Durante il confronto sono emersi altri due temi caldi per migliorare il welfare del personale scolastico:
- Buoni pasto: Si discute della loro introduzione anche nella scuola, un tassello fondamentale per allineare il nostro comparto agli altri settori pubblici.
- Assicurazione sanitaria: È un obiettivo aperto per garantire una copertura integrativa, ma i tempi per un’attuazione definitiva non sono ancora immediati.
Le disparità tra i gradi di scuola
Un altro punto sollevato dai docenti riguarda la differenza retributiva tra i docenti della primaria e quelli della secondaria. Il sindacato conferma che il tema dell’uguaglianza retributiva è sul tavolo delle trattative, ma richiederà una revisione più ampia dei profili professionali che non si esaurirà con questo rinnovo economico.
Cosa succede ai precari?
C’è una buona notizia per chi ha un contratto fino al 30 giugno: gli arretrati spettano anche ai precari in relazione ai mesi di servizio effettivamente prestati nel periodo 2025/2026. Il pagamento seguirà le stesse tempistiche previste per il personale di ruolo (indicativamente luglio per gli effetti definitivi).
Riunioni e part-time
Infine, è stato chiarito un dubbio contrattuale frequente: l’obbligo di partecipazione a riunioni o attività collegiali nei giorni non lavorativi per chi ha un contratto part-time deve sempre rispettare la proporzionalità dell’orario e non può trasformarsi in un obbligo forzato che ignora la natura del contratto ridotto.
Sara Appolloni




