L’ampia diffusione degli strumenti di Intelligenza Artificiale tra la popolazione studentesca impone una riflessione istituzionale sulle modalità di utilizzo di tali tecnologie in ambito scolastico. I dati evidenziano un impiego diffuso e autonomo di piattaforme come ChatGPT per lo svolgimento delle attività domestiche, spesso caratterizzato da un approccio acritico e privo di verifiche delle fonti.
Rischi e potenzialità didattiche
L’accettazione passiva dei contenuti generati dagli algoritmi, senza un’adeguata analisi delle fonti o il riconoscimento di eventuali errori informativi, rappresenta un limite allo sviluppo del pensiero critico. Al contrario, un utilizzo guidato e strutturato dell’Intelligenza Artificiale offre opportunità di personalizzazione dei materiali didattici, adattamento dei percorsi di apprendimento ai diversi livelli della classe e diversificazione delle metodologie di insegnamento.
Evoluzione della funzione docente
L’introduzione delle tecnologie digitali non ridimensiona la centralità del corpo docente, ma ne modifica le funzioni, spostando l’asse dall’erogazione dei contenuti alla facilitazione e alla guida critica. Al personale docente è richiesto lo sviluppo di specifiche competenze volte a:
- Indirizzare la popolazione studentesca verso un uso consapevole e critico dei sistemi di IA;
- Fornire criteri metodologici per la verifica dell’attendibilità delle informazioni;
- Progettare attività didattiche e di valutazione che integrino gli strumenti digitali salvaguardando l’oggettività del giudizio.
Il progetto nazionale “Tu che ne sAI?”
Al fine di promuovere la consapevolezza digitale, il 20 aprile 2026 è stata avviata da Roma l’iniziativa nazionale denominata “Tu che ne sAI? L’intelligenza artificiale più sicura per tutti”. Il progetto si articola in una serie di incontri pubblici e sessioni informative sul territorio nazionale, focalizzati sul funzionamento degli algoritmi, sulla sicurezza dei dati personali e sulla tutela della privacy dei minori, in conformità con il quadro normativo europeo (AI Act).
Sara Appolloni




