Alzi la mano chi non ha mai vissuto questa scena: sei a cena, magari al venerdì sera o durante la domenica pomeriggio, e senti il ‘bip’ dello smartphone. Apri il registro elettronico e trovi una nuova notifica: ‘Assegnati esercizi di matematica per domani’, oppure ‘Fissata verifica a sorpresa per martedì’. In un istante la tranquillità sparisce e compare l’ansia da prestazione.
L’ansia da registro elettronico e il diritto di staccare la spina
Il Ministero dell’Istruzione è tornato alla carica con una nota chiarissima a fine settembre 2026. Il messaggio rivolto alle scuole è chiaro: basta con le consegne inserite nel tardo pomeriggio, di notte o durante il weekend! I compiti devono essere assegnati entro la fine dell’orario scolastico della giornata. Il registro elettronico deve essere uno strumento di trasparenza, non una catena digitale che ti costringe a controllare lo schermo ogni dieci minuti.
La riscoperta del diario cartaceo e la regola del carico di lavoro
Un ulteriore spunto di riflessione offerto dalla direttiva riguarda il ritorno alla consuetudine del diario cartaceo, un supporto particolarmente prezioso nel percorso di crescita degli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado. Sebbene possa apparire a un primo sguardo come un ritorno a consuetudini superate dall’era digitale, l’atto fisico di trascrivere manualmente i propri impegni quotidiani rappresenta un fondamentale esercizio cognitivo ed etico. Tale pratica stimola lo sviluppo dell’organizzazione autonoma, incentiva il senso di responsabilità individuale e consolida la pianificazione a medio termine.
In un’epoca dominata dalla digitalizzazione, non possiamo permetterci di delegare la nostra memoria e le nostre facoltà organizzative a interfacce tecnologiche o a sistemi di monitoraggio gestiti vicariamente da genitori e docenti.
L’uso autonomo dello strumento cartaceo trasforma il compito da subire passivamente a un’opportunità di emancipazione personale: l’alunno si appropria del proprio tempo e dei propri doveri, compiendo un passo essenziale verso la maturità e la piena consapevolezza del proprio ruolo di studente.
Il Ministero affronta un altro punto dolente: la concentrazione delle verifiche
Chiunque abbia fatto le superiori sa cosa significa avere versione di latino alla prima ora, compito di fisica alla terza ed interrogazione di storia alla quinta. Le nuove linee guida chiedono ai consigli di classe di coordinarsi meglio: massimo una verifica scritta al giorno e non più di tre a settimana, evitando accuratamente di fissare compiti e interrogazioni subito dopo i rientri dalle vacanze di Natale, Pasqua o dai ponti.
Da Don Milani al benessere mentale: lo studio deve formare, non distruggere
Già negli anni ‘Sessanta Don Lorenzo Milani, sacerdote e straordinario educatore fiorentino che a Barbiana fondò una scuola popolare per i ragazzi esclusi dal sistema tradizionale, denunciava i rischi di un’istruzione sbilanciata. Sosteneva che caricare gli studenti di compiti a casa eccessivi finisce inevitabilmente per penalizzare chi non ha la fortuna di nascere in una famiglia con genitori laureati o di potersi permettere insegnanti privati.
Oggi questa intuizione si arricchisce di una nuova urgenza legata al benessere psicologico e al diritto alla disconnessione.
Lo studio domestico conserva un valore prezioso se serve a rielaborare con calma e concentrazione ciò che si è appreso in classe; smette invece di essere educativo quando si trasforma in una corsa ad ostacoli frustrante, capace di sottrarre spazio vitale allo sport, alla musica, alla socialità e al riposo, che sono pilastri fondamentali della crescita.
Sara Appolloni




