GPS ma la geolocalizzazione questa volta non c’entra.

Novità e nuove sigle dell’ordinanza ministeriale sulle graduatorie.

E quindi, alla fine,  il nodo degli ITP, con la conclusione del confronto tra Governo e sindacati, si è sciolto. I 24 CFU servono per le graduatorie ma sono abbonati per il concorso. Nelle ultime settimane Noidellascuola aveva raccolto le preoccupazioni dei molti a cui fonti sindacali consigliavano, nel dubbio, di acquisire il titolo, perché l’esito della trattativa era evidentemente segnato. Per alcuni  la novità dell’ultim’ora rimane un’incongruenza, per altri un altro passo in avanti verso l’equiparazione di questi docenti al resto dei loro colleghi. Rimane tuttavia qualche dubbio sulla modifica delle condizioni di accesso a pochissimi giorni dall’apertura delle graduatorie, che del resto per pochissimi giorni rimarranno aperte. Quindici appena. Il rischio è che molti risultino tagliati fuori e dovranno saltare un turno, aspettando le prossime graduatorie. Se il prerequisito dei 24 CFU fosse stato introdotto o perlomeno reso ufficioso con un anticipo maggiore, sarebbe stato possibile provare a conseguire il titolo per chi ne fosse sprovvisto e tra gli ITP non è un’eccezione, dato la prescrizione del titolo non sarebbe diventata obbligatoria se non in capo a qualche anno. Un’altra criticità  che si raccoglie in ambienti vicini alla scuola è l’intervallo troppo stretto per la domanda, che metterà ulteriormente a torsione la piattaforma ministeriale delle istanze on line. Per ora in realtà sembra reggere l’impatto.

E a proposito di modalità telematiche anche i punteggi saranno calcolati in modo informatico.

D’altro canto però ci sono anche clausole agevolative: ad esempio il peso del servizio aspecifico che potrà essere valutato insieme a quello specifico nella stessa annualità per tutti. Il servizio sul sostegno sarà valutato per intero se svolto nel medesimo grado della graduatoria a cui si chiede di iscriversi e la metà in un ordine diverso. Per la secondaria come aspecifico varrà anche il servizio della primaria e della materne.

Ma quante sono queste graduatorie?

Ci sono in primo luogo le GPS. Fa pensare allo spazio della geolocalizzazione ed invece riguarda il tempo: dalle liste GPS si attingerà per le supplenze annuali. Prevedono due fasce – ecco dove erano finite! – e una sola provincia di elezione.

Quindi ci saranno GPS per la prima e l’infanzia: la prima fascia per gli abilitati e la seconda per gli studenti di Scienze della formazione dal terzo anno in poi; nella secondaria la prima fascia è appannaggio degli abilitati e la seconda per chi ha completato classe di concorso ed ha i 24 CFU, per gli abilitati in altri ordini o classi, per chi era già in terza fascia. Le graduatorie del sostegno saranno per gli specializzati in prima fascia e la seconda per chi ha tre anni di servizio, abilitazione o titolo di accesso su quel grado. Norme molto specifiche riguardano licei musicali e coreutici.

Anche gli iscritti alla GAE potranno migrare nelle GPS e i diplomati magistrali solo per la primaria e l’infanzia anche in un’altra provincia rispetto a quella del ruolo. Infine quelle che chiameremo GI, per analogia con le altre, le Graduatorie d’istituto: a 20 il tetto delle scuole su cui candidarsi e 3 le fasce. Prima fascia riservata agli iscritti alle GAE, seconda per i docenti non abilitati di prima fascia GPS, terza fascia per docenti non abilitati della seconda fascia delle GPS. Insomma un caledoscopio di nuove e vecchie sigle che si ricompongono in vista del 14 settembre quando con tante incognite e una logistica stravolta dalle misure Anti Covid si tornerà in classe.

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